MPS in piazza contro le «estati a 50 gradi»: appuntamento il 25 settembre a Bellinzona

Scritto il 13/09/2026
da team.redazione


Il Movimento per il socialismo chiama alla mobilitazione venerdì 25 settembre in Piazza del Sole a Bellinzona. Al centro, caldo estremo, protezione nei luoghi di lavoro, adattamento climatico e politiche energetiche. Nella sua ultima newsletter l’MPS rilancia anche l’iniziativa contro gli F-35 e interviene su diversi temi ticinesi, svizzeri e internazionali.

Il titolo scelto è volutamente forte: «Estati a 50°C? No, grazie!». Venerdì 25 settembre, alle 17.30, Piazza del Sole a Bellinzona ospiterà una manifestazione cantonale promossa dal Movimento per il socialismo, che intende riportare al centro del dibattito politico le conseguenze delle ondate di calore e, più in generale, della crisi climatica.
Nel materiale diffuso in vista dell’appuntamento, l’MPS sostiene che, senza una decisa inversione di rotta, la Svizzera potrebbe arrivare entro il 2050 a registrare temperature estive fino a 50 gradi. È da questa prospettiva che nasce l’appello alla mobilitazione, ma il messaggio degli organizzatori non si limita alla riduzione delle emissioni: la questione climatica viene collegata direttamente alle condizioni di lavoro, alla salute, all’abitare e alle disuguaglianze sociali.

Caldo, lavoro e salute

Il lungo documento che accompagna la manifestazione insiste soprattutto sulle conseguenze concrete delle temperature elevate. Lavorare all'aperto nell'edilizia o nell'agricoltura, ma anche operare in ambienti produttivi, negozi, uffici o locali scarsamente ventilati, viene indicato come un problema destinato a diventare sempre più rilevante. Secondo l’MPS, le ondate di calore aumenterebbero inoltre il rischio di problemi di salute e di incidenti sul lavoro, colpendo in maniera particolare anziani, bambini piccoli, persone malate e altre fasce vulnerabili.
Una parte significativa del testo è dedicata proprio alla dimensione sociale della canicola. La tesi sostenuta è che non tutti dispongano degli stessi strumenti per proteggersi: qualità dell'abitazione, presenza di spazi verdi, condizioni professionali e situazione economica determinano differenze notevoli nella capacità di affrontare periodi prolungati di caldo intenso. Nel documento viene richiamato anche l'impatto sul sistema sanitario ticinese e sul lavoro di cura, con un aumento della pressione su ospedali, personale sociosanitario e famiglie durante le fasi più acute della canicola.

Le richieste della manifestazione

Nel volantino più sintetico l'MPS chiede un piano d'emergenza che unisca protezione del clima e adattamento. Tra gli interventi indicati figurano il risanamento degli edifici, la creazione di spazi pubblici freschi e gratuitamente accessibili e l'introduzione di misure vincolanti per proteggere chi lavora durante le giornate più calde. Parallelamente viene chiesta una riduzione della dipendenza svizzera dalle energie fossili e dell'impronta climatica del Paese.
Il documento più articolato va oltre e propone, fra l'altro, pause per bere e forme di sospensione del lavoro in presenza di temperature particolarmente elevate. A queste rivendicazioni si accompagna la lettura politica propria dell'MPS, che collega la crisi climatica al modello economico e sostiene la necessità di una trasformazione molto più ampia dell'organizzazione della società.

Dagli F-35 alla politica bellinzonese

La newsletter del 13 settembre non parla però soltanto di clima. L'MPS rinnova anche il proprio sostegno all'iniziativa popolare contro l'acquisto degli F-35, rilanciando una presa di posizione dell'associazione «Non aux F-35». Il nodo sollevato riguarda soprattutto i costi complessivi dell'operazione, la futura manutenzione degli apparecchi e quella che gli oppositori considerano una dipendenza strategica dagli Stati Uniti. L'obiettivo dichiarato è raccogliere un numero elevato di firme per aumentare la pressione politica sul Consiglio federale.
A Bellinzona, invece, due interventi riguardano temi prettamente comunali. Il primo critica l'abbandono dell'ipotesi ex-Stallone come sede del futuro centro giovanile: secondo l'MPS, la vicenda sarebbe il sintomo di una politica caratterizzata da annunci, rinvii e cambiamenti di progetto, mentre la città attenderebbe da decenni una soluzione stabile per i giovani.
Il secondo riguarda il progetto della Fortezza di Bellinzona, sul quale l'MPS ribadisce il proprio No in vista della votazione del 27 settembre. Le critiche si concentrano in particolare sulla possibilità di accessi a pagamento ad alcuni spazi e sull'affidamento della gestione a una fondazione esterna: secondo il movimento, un investimento pubblico di questa portata dovrebbe garantire maggiore accessibilità e un controllo democratico più diretto.

Manifestazioni, lavoro pubblico e uno sguardo oltre la Svizzera

Un altro intervento torna sulla libertà di manifestare, prendendo spunto dalla decisione del Municipio di Mendrisio di addebitare all'MPS i costi per la gestione del traffico in occasione di una manifestazione politica autorizzata. Il movimento ha presentato le proprie osservazioni al Consiglio di Stato, sostenendo che i costi legati alla gestione ordinata di una manifestazione non dovrebbero trasformarsi in un onere a carico di chi esercita un diritto politico.
Sul piano federale, l'MPS dedica invece un'analisi all'iniziativa denominata «freno all'amministrazione», lanciata dai Giovani Liberali Radicali e sostenuta da esponenti di diversi partiti e organizzazioni economiche. La lettura proposta dall'autore è fortemente critica e considera l'iniziativa parte di una più ampia offensiva politica contro il personale e i servizi pubblici.
La rassegna comprende poi una presa di posizione favorevole al boicottaggio di prodotti israeliani, promossa dal Gruppo cittadine e cittadini 24 maggio e rilanciata dall'MPS, oltre a tre contributi di carattere internazionale: un'intervista a Gilbert Achcar sui venticinque anni trascorsi dagli attentati dell'11 settembre 2001, un'ampia analisi sulla recente crescita dell'economia nordcoreana – descritta come fortemente legata ai rapporti con Russia e Cina e molto diseguale al suo interno – e un commento sul risultato dell'AfD in Sassonia-Anhalt e sulle difficoltà della strategia politica costruita esclusivamente attorno al fronte anti-AfD.
Nel complesso, l'ultima comunicazione dell'MPS restituisce quindi un'agenda molto ampia, dalla politica comunale alla geopolitica. Ma l'appuntamento al quale il movimento attribuisce oggi maggiore visibilità resta quello di venerdì 25 settembre a Bellinzona, con la volontà dichiarata di evitare che, con la fine dell'estate e l'abbassarsi delle temperature, scompaia anche dal dibattito politico il tema delle conseguenze del caldo estremo.