Il PLR ha votato a favore delle modifiche legislative legate al Piano energetico e climatico cantonale (PECC). La decisione, spiega il partito in un comunicato diffuso il 15 settembre, è maturata dopo che il Gran Consiglio ha accolto una parte significativa degli emendamenti presentati dal gruppo liberale-radicale. Secondo il PLR, questi correttivi hanno reso il progetto più sostenibile dal punto di vista economico per cittadini e imprese.
La posizione favorevole non rappresenterebbe, nelle parole del partito, un cambiamento rispetto alle riserve espresse negli anni scorsi. Il PLR ricorda infatti di avere già condiviso, durante la consultazione del 2023, gli obiettivi generali del Piano energetico e climatico, contestando però alcuni degli strumenti previsti e richiamando l'attenzione sui costi, sulla sicurezza dell'approvvigionamento e sulla necessità di affidarsi maggiormente all'innovazione tecnologica.
Meno automatismi e maggiore flessibilità
Nel comunicato il PLR afferma di non avere mai messo in discussione la necessità di una politica energetica e climatica moderna. Il punto centrale del confronto avrebbe riguardato piuttosto il modo con cui realizzare la transizione.
Secondo i liberali-radicali, innovazione, incentivi, progresso tecnologico e responsabilità individuale dovrebbero avere la precedenza rispetto a obblighi generalizzati e automatismi. È su questa impostazione che il gruppo parlamentare sostiene di avere costruito i propri emendamenti.
Le modifiche accolte dal Parlamento avrebbero consentito, sempre secondo quanto riferito dal PLR, di limitare o eliminare alcuni obblighi, evitare investimenti giudicati sproporzionati negli edifici esistenti e introdurre una maggiore flessibilità quando il costo degli interventi risulta particolarmente elevato. Il comunicato, tuttavia, non entra nel dettaglio delle singole disposizioni modificate e non quantifica l'effetto economico dei correttivi approvati.
È quindi soprattutto sul principio della proporzionalità tra obiettivi ambientali e conseguenze economiche che il PLR concentra la propria lettura del risultato parlamentare.
«La transizione non sia a carico di cittadini e aziende»
Il partito inserisce la discussione sul PECC anche nel contesto dell'aumento generale dei costi che, secondo il comunicato, interessa famiglie e piccole e medie imprese. La politica climatica, sostiene il PLR, non dovrebbe tradursi in un insieme di divieti, obblighi e nuovi costi trasferiti sui cittadini e sulle aziende.
La transizione energetica auspicata dal partito viene definita «ambiziosa», ma allo stesso tempo realistica, sostenibile e aperta alle differenti soluzioni tecnologiche.
Il voto favorevole viene quindi presentato dal PLR non come un'adesione senza condizioni all'impostazione originaria del Piano, ma come il risultato delle modifiche intervenute durante il lavoro parlamentare. Il partito sottolinea infatti che proprio sui punti sui quali aveva formulato riserve nella consultazione del 2023 sarebbero state ottenute alcune delle correzioni considerate determinanti per arrivare al sì finale.
Efficacia ambientale e costi al centro del confronto
Nella parte conclusiva del comunicato il PLR afferma di sostenere gli interventi capaci, a suo giudizio, di produrre miglioramenti concreti per l'ambiente e per la qualità di vita in Ticino.
Il partito sostiene però che ogni misura debba essere valutata anche in funzione dell'efficacia effettiva, della proporzionalità dei costi e dei benefici per il territorio. Il comunicato contiene inoltre una valutazione politica secondo cui alcuni provvedimenti, pur comportando costi per famiglie e imprese, avrebbero un'incidenza climatica globale estremamente ridotta. Si tratta di un'affermazione del PLR, che nel documento non viene accompagnata da dati o studi a sostegno della quantificazione indicata.
Per i liberali-radicali, i correttivi approvati dal Gran Consiglio rappresentano dunque un passo verso un PECC caratterizzato da «meno imposizioni, più flessibilità» e da una maggiore attenzione alle conseguenze economiche della transizione energetica.
Il voto del PLR si colloca così nella linea già espressa dal partito nel 2023: sostegno agli obiettivi generali della politica energetica e climatica cantonale, accompagnato dalla richiesta di limitarne gli obblighi e di contenere l'impatto finanziario su cittadini e imprese.
