Luigi Lauro: lusso, relazioni e il ruolo internazionale di Lugano tra passato e futuro

Scritto il 22/03/2026
da Giorgio Grandini


INTERVISTA SENZA PARACADUTE N.9 AL DISCENDENTE FUTURISTA

Luigi Lauro (classe 1967), nasce e cresce a Lugano nel grembo di papà Aniello (mitico ex Direttore dell’Hotel Splendide Royal). Naviga abilmente nel mondo dell’Eccellenza e del Lusso tramite la rivista Excellence Magazine Luxury. È promotore di eventi pubblici, destinati a premiare aziende che si distinguono per sostenibilità e impegno ambientale.
Pensando all’impronta lasciata dai Lauro a Lugano, mi torna alla mente il libro di Battistini (Jerusalem Suite, 2024), dedicato allo storico albergo American Colony, che da oltre 150 anni ospita incontri/scontri tra cristiani, ebrei e musulmani.


Caro Luigi,
puoi ancora concepire l’Hotel Splendide come “crocevia della Politica Internazionale” ?

Lugano ha ospitato molti personaggi illustri della Politica, grandi statisti ed ex presidenti che hanno soggiornato allo Splendide e che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Ricordo, in particolare, l’incontro con il presidente USA, George Bush senior e sua moglie Barbara, con i quali ho condiviso un’indimenticabile gita sul lago, rimembrando molti incontri tra personalità di livello mondiale; non solo politiche, ma
pure nel campo della scienza, dell’economia, della finanza, dell’arte e della musica. Tra gli altri, i soprani Renata Tebaldi e Katia Ricciarelli, nonché il grande tenore Luciano Pavarotti.
A Lugano, inoltre, hanno soggiornato molti membri delle famiglie reali più influenti del mondo, con alcuni dei quali ho coltivato un rapporto di amicizia che mi ha consentito di realizzare interessanti progetti professionali (come quello, ad esempio, con il Qatar, in occasione degli ultimi mondiali di calcio).
Non dimentico molti giganti del cinema, a partire dagli indimenticabili Totò, Sofia Loren e, su tutti, l’ineguagliabile Sordi.
Da allora - mi riferisco agli anni 80/90 - le destinazioni turistiche di pregio e di business si sono decuplicate e, dunque, la possibilità di concentrare tanto potere e celebrità si è ridotta … anche se Lugano mantiene inalterato il suo fascino e la sua straordinaria attrattività.


Portare il cognome “Lauro” è stato un vantaggio?
Più che il cognome sono stati l’educazione, lo stile, la sensibilità umana, culturale ed estetica, nonché l’insuperabile arte dell’accoglienza, che mi ha trasmesso mio padreAniello: il poter essere sempre “disponibile” nella vita professionale e nelle relazioni sociali, a tutti i livelli.


Ritieni quindi che la tua vocazione professionale sia a 360°?
Come molti giovani degli anni 80, ho iniziato la mia carriera nel mondo bancario, dove ho ricoperto il ruolo di responsabile del settore crediti.
In seguito ho deciso di abbandonare il campo bancario, per coltivare iniziative più imprenditoriali. Col tempo ho trovato una certa quadratura, sfruttando quello che mi ha insegnato mio padre: ho conseguito così una cultura delle relazioni umane e sono cresciuto nell’abilità di portarla sui tavoli giusti, comunicandola in modo efficace.
Ho pertanto saputo sviluppare una “banca delle relazioni”, che mi ha permesso di moltiplicare esponenzialmente anche il network di contatti ereditati … grazie ai quali sono riuscito ad alimentare interessanti progetti e nuove iniziative.


Oltre allo scontato interesse per il Mondo del lusso, coltivi altre visioni?
Devo confessarti che amo e mi interesso di tutto.
Diversamente da mio padre però - appassionato pittore “notturno” e amico di famosi collezionisti e di artisti - non coltivo la passione selettiva per l’arte. I quadri di Aniello riflettono il trionfo della sua anima, del suo amore per la vita e della sua capacità comunicativa.
Il poco tempo che mi rimane lo dedico infatti alla mia famiglia (a mia moglie Paola e alle mie tre meravigliose figlie), nonché … alle partitelle settimanali di calcetto, a cui rinuncio solo in casi eccezionali: cioè quasi mai!
Il pallino per il calcio l’ho ereditato dalla mia nonna paterna, una donna splendida e moderna: femminista ante litteram che, ancora a 90 anni, discuteva di sport (boxe e ciclismo), ma soprattutto di calcio, come un provetto allenatore di Serie A.

Da raffinato cultore del Bello, cosa dovrebbe fare Lugano per recuperare la sua immagine internazionale?
Lugano è la terza piazza finanziaria svizzera … malgrado la cura dimagrante subita negli ultimi tempi! Siamo a pochissimi chilometri da Como e da Milano: due realtà che stanno vivendo un periodo magico di grande successo a livello internazionale.
Proporrei quindi di riattivare l’asse Milano-Lugano, fra poli organizzativi e di attrazione turistica a livello mondiale.
Dobbiamo guardare maggiormente a sud e sfruttare le opportunità, le sinergie e le ricadute che queste realtà transfrontaliere possono offrire … le visioni non mancano di certo!Come l’Hotel Colony di Gerusalemme ha vissuto Guerre, Piani di Pace, Accordi e Risoluzioni ONU, anche Lugano, fatti i debiti rapporti, è un importante Snodo Internazionale.
Dobbiamo quindi narrarne la Storia … al fine di non offuscare lo splendido Splendore della Città!