Earth Hour, l’“Ora della Terra” promossa dal WWF, è una delle più importanti campagne globali di sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico e della tutela della biodiversità. L’iniziativa nasce nel 2007 a Sydney, in Australia, come azione locale, ma in pochi anni si trasforma in un evento internazionale capace di coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo. Il suo simbolo è semplice e immediato: spegnere le luci per un’ora, solitamente tra le 20.30 e le 21.30, per richiamare l’attenzione sull’urgenza di proteggere il pianeta.
Nel tempo, Earth Hour ha assunto una dimensione sempre più ampia. Oggi coinvolge oltre 7.000 città in 187 Paesi e territori, configurandosi come una mobilitazione globale che unisce istituzioni, aziende e cittadini in un gesto collettivo altamente visibile. Il valore dell’iniziativa non risiede tanto nel risparmio energetico immediato quanto nella sua forza simbolica: monumenti iconici, edifici pubblici e spazi urbani immersi nel buio diventano immagini potenti, capaci di sintetizzare un messaggio universale sulla crisi climatica. Anche a livello locale, la partecipazione delle amministrazioni pubbliche gioca un ruolo fondamentale. In Svizzera, come in molti altri Paesi, numerosi Comuni aderiscono ogni anno all’iniziativa, contribuendo a rafforzarne la visibilità e il significato. Tra questi figura il Comune di Chiasso, che ha confermato la propria adesione anche per l’edizione 2026.
Come indicato nel comunicato ufficiale diffuso questa mattina, Chiasso parteciperà all’evento sabato 28 marzo, spegnendo l’illuminazione di diversi luoghi simbolici della città tra le 20.30 e le 21.30. In particolare, saranno interessati Piazza Col C. Bernasconi, Piazza Indipendenza, Piazza Boffalora, il Cinema Teatro, il m.a.x. museo e lo Spazio Officina. Si tratta di un’azione coordinata con migliaia di altre città nel mondo, che nello stesso intervallo orario prenderanno parte alla mobilitazione globale.
Il comunicato sottolinea inoltre come Earth Hour sia un’iniziativa aperta a tutti: oltre alle istituzioni, sono chiamati a partecipare anche aziende e cittadini, invitati a spegnere le luci e a contribuire a “amplificare il grido d’aiuto del clima”. Questa dimensione partecipativa rappresenta uno degli elementi chiave del successo della campagna. Non si tratta infatti solo di un gesto simbolico promosso dall’alto, ma di un’occasione per coinvolgere direttamente la popolazione e stimolare una maggiore consapevolezza ambientale.
Negli ultimi anni, Earth Hour ha progressivamente ampliato il proprio messaggio, andando oltre il semplice spegnimento delle luci. Sempre più spesso l’iniziativa invita a dedicare quell’ora ad azioni concrete, come riflettere sui propri consumi energetici, informarsi sui temi ambientali o partecipare a eventi locali. L’obiettivo è trasformare un gesto simbolico in un punto di partenza per cambiamenti più profondi e duraturi negli stili di vita.
Non mancano tuttavia alcune osservazioni critiche. Alcuni analisti sottolineano il rischio che l’evento resti confinato a un appuntamento annuale, senza incidere realmente sulle politiche ambientali o sui comportamenti quotidiani. Per questo, le campagne più recenti insistono sulla necessità di collegare il momento simbolico a impegni concreti, sia a livello individuale sia istituzionale.
In questo contesto, l’adesione di realtà locali come Chiasso assume un valore significativo. Pur trattandosi di un’iniziativa globale, la sua efficacia dipende dalla capacità di radicarsi nei territori e di coinvolgere comunità e amministrazioni. Lo spegnimento delle luci nelle piazze e nei luoghi simbolici della città non è solo un gesto simbolico, ma diventa anche un’occasione per ribadire, a livello locale, l’importanza della tutela dell’ambiente e della responsabilità condivisa.
In definitiva, Earth Hour rappresenta un esempio efficace di comunicazione ambientale: un gesto semplice, facilmente replicabile e altamente visibile, capace di unire dimensione simbolica e partecipazione collettiva, globale e locale.
Earth Hour nei fatti: Chiasso è anche “Città dell’energia”
L’adesione all’iniziativa si inserisce in un impegno più ampio del Comune sul fronte della sostenibilità. Chiasso ha ottenuto per la prima volta il label “Città dell’energia” nel 2008, diventando uno dei primi Comuni ticinesi a ricevere questo riconoscimento. L’adesione al programma rappresenta il risultato di una politica energetica definita “esemplare e responsabile”, basata su una visione integrata tra ambiente, trasporti e qualità della vita.
Negli anni successivi, il Comune ha mantenuto e rinnovato la certificazione più volte. L’ultima ricertificazione, ottenuta nel 2025, ha confermato per la quarta volta lo status di “Città dell’energia”. In quell’occasione, Chiasso ha raggiunto oltre il 54% dei punti disponibili, superando la soglia minima richiesta e dimostrando la continuità del proprio impegno. Questo dato è significativo perché il label non premia solo le intenzioni, ma misura concretamente le politiche implementate.
L’impegno di Chiasso si traduce in una serie di interventi pratici. Tra questi:
- Efficienza energetica e infrastrutture: già dal 2013 il Comune ha avviato la modernizzazione dell’illuminazione pubblica, introducendo lampade a LED e sistemi di gestione intelligente “smart lighting” per ridurre i consumi e migliorare il servizio.
- Pianificazione urbana e clima: iniziative come il progetto “Vivai diffusi”, con l’installazione di alberi mobili nelle zone più calde della città, puntano a contrastare l’effetto isola di calore e a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del verde urbano.
- Strategia energetica: il Comune promuove l’uso razionale dell’energia e sostiene gli obiettivi federali in materia climatica, incoraggiando sia l’efficienza sia l’adozione di fonti rinnovabili.

