Geopolitica delle rotte aeree: il nuovo risiko del traffico globale

Scritto il 29/03/2026
da Giorgio Grandini


INTERVISTA SENZA PARACADUTE N.10 AL BISPROMOTER FUTURISTA

Alessandro Mari - dopo l’Intervista n.0 (7 dicembre 2025) - risale sul ring e, per la seconda volta, si rimette in gioco … fantasticando nuovi confini del cielo!

Caro Sandro, come si sta sviluppando il traffico aereo?
Anzitutto la terra è un globo, non una palla: le minori distanze origine-destinazione non sono linee rette ma curve. Inoltre, gli aerei non procedono in ordine sparso, ma seguono per ogni tratta, ad orari negoziati, le Autostrade del Cielo, che sono quindi predefinite (slots): per poter
circolare pagano ai paesi sottostanti i diritti di sorvolo (pedaggi) calcolati in ore di volo.
Altro fattore importante sono i venti: se, ad esempio, voli dall’Europa a New York, il ritorno durerà un’ora in meno circa e ciò proprio a causa dell'influenza dei venti di testa all’andata e di coda al ritorno. La circolazione aerea poi è monitorata da stazioni radar di terra (primarie e/o
secondarie), che sono necessarie per il controllo dei voli: ad esempio, sopra il deserto del Sahara non ci sono stazioni, gli aerei volano a vista e i piloti comunicano autonomamente tra di loro da aereo ad aereo. Vi sono quindi delle tratte prestabilite, così, ad esempio: per andare dall’Europa al Nord America si “salta” da Shannon in Irlanda; per andare dal Nord America e dall’Europa in Asia si passa dalla Russia, dalla Turchia e dal Medio Oriente.
Considera per l’appunto che ci vogliono più ore a volare da Mosca in Siberia che da Mosca a New York.
L’attuale instabilità mondiale si ripercuote anche sulle rotte del cielo?
cargo); consumare maggiormente carburante (peraltro ora molto più caro); pagare pedaggi più elevati; incorrere in una più celere usura (gli aerei hanno dei Check obbligatori ogni tot miglia/ore volate); maggiori costi per equipaggio e per il leasing: tutto ciò comporta quindi un conCon la crisi di Hormuz, tutti parlano dell’energia e del trasporto marittimo (fertilizzanti ed elio), ma dimenticano il traffico aereo.
Conseguentemente allo stato delle guerre, Mosca ha vietato ai vettori internazionali, per sicurezza nazionale, il sorvolo della Russia ed ora, in più, ci troviamo in bilico anche le rotte sulla Turchia e sul Medio Oriente.
I migliori aerei a lungo raggio (Airbus e Boeing) - a pieno carico - hanno un’autonomia massima di 15-18 ore di volo. Il volo via Arabia del Sud aumenta così le rotte di almeno 2 ore. Un aereo, infatti, per passare a rotte più lunghe, deve diminuire il carico (numero di passeggeri e del siderevole aumento degli esborsi!

Sottolineo quindi la difficoltà odierna dei passaggi sulla Turchia e sul Sud deII’Arabia, complicati anch’essi dalla guerra e dai correlati rischi.
I “Blocchi” sulle Rotte Aeree sono altrettanto importanti quanto i blocchi del petrolio/gas e delle merci. Insomma, tali limitazioni stanno creando dei seri problemi in termini di allungamento e costi dei voli: questione, questa, della quale nessuno parla!

Il Risiko Artico (e non solo la Groenlandia) - oltre alle note terre rare - può costituire una valida alternativa?
Purtroppo, no. La mia visione era quella di utilizzare la Groenlandia/Scandinavia.
Senza poter sorvolare la Russia è difficoltoso arrivare, tramite il Circolo Artico, al Nord America, all’Europa e all’Asia. Le rotte “artiche” stanno di fatto diventando impraticabili.
Ad oggi solo tre compagnie intraprendono le “rotte artiche” (ritornando dall’Asia verso Europa/Medio Oriente e Nord America), ossia: Lufthansa, Singapore ed Emirates, dato che sono le uniche autorizzate da Mosca ad attraversare anche Io stretto di Bering. Questo significa che non esiste modo di passare tramite l’Artico se non attraverso la Russia e … quest’ ultima, per motivi di guerra, ha posto il divieto di sorvolo.

È una vera e propria “bomba”: tutti parlano dell’energia e … nessuno parla delle forti ripercussioni sul traffico aereo. A ciò aggiungi anche la disponibilità o no delle citate postazioni radar di terra.
In questo caos internazionale come è posta la Swiss?
Come nelle serie tv ti chiederò quindi ospitalità per rispondere in un paio di altre Interviste: “dalle stelle alle stalle” e “le Vie del Mare”.
Sei capace di “lanciarti” in una previsione controcorrente?
Giorgio, tu, da buon giurista, mi insegni che la proprietà e la sovranità si estendono dalla terra al cielo e al sottosuolo e … quindi anche agli aerei e alle navi in transito. Sarebbe bene che tu riflettessi sul percorso di Elon Musk, che - dopo essersi impossessato del cielo coi satelliti (Space X) e della Terra attraverso internet (Starlink/Twint) - ora ha la visione futurista di collegare, con un tunnel sottomarino, Londra e New York in tre ore (The Boring Company). Ciò sconvolgerà definitivamente il traffico mondiale.
Saremo tutti meno liberi di spaziare nei cieli con la nostra fantasia.

***
Mi sto grattando la cabeza caro Sandro.
Per esperienza sai che “mi adeguo (ma non mi spezzo) … nemmeno al cospetto della
smania del pirata Mari: volo ad alta quota e … atterro, comunque e sempre, con i piedi per
terra!”.