C’è un filo invisibile che attraversa l’arte, capace di unire ciò che appare distante e frammentato. È proprio questo il senso profondo della Giornata Internazionale dei Musei 2026, che trova nel tema “Musei che uniscono un mondo diviso” la sua espressione più attuale. A raccogliere questa sfida è il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, che domenica 17 maggio apre le sue porte a una giornata pensata per pubblici diversi, intrecciando linguaggi, esperienze e sensibilità.
Fin dalla mattina, il museo invita i visitatori a immergersi nella mostra “Bertille Bak. Voci dalla terra”, un’esposizione che si muove tra documentario e finzione, tra realismo e ironia, costruendo una narrazione che mette in luce le contraddizioni del presente. Le opere dell’artista francese si configurano come vere e proprie “favole contemporanee”, capaci di raccontare con leggerezza temi profondi e talvolta drammatici, offrendo uno sguardo poetico sulla complessità del mondo.
Nel corso del pomeriggio, l’attenzione si sposta verso il pubblico più giovane, ma senza escludere gli adulti da un’esperienza condivisa. Il laboratorio dedicato agli “Gnurpa”, creature immaginarie sospese tra sogno e realtà, diventa un momento di scoperta e narrazione, dove fantasia e creatività si intrecciano. Guidati da Ioana Butu, attrice e burattinaia, i partecipanti vengono accompagnati in un universo simbolico in cui il bosco, le ninfe e le visioni interiori si trasformano in strumenti per leggere il mondo e sé stessi.
La giornata si conclude con un’esperienza che va oltre il linguaggio artistico per entrare nella dimensione della percezione e dell’energia condivisa. L’OM Chanting, pratica meditativa collettiva basata sulla ripetizione del suono primordiale “OM”, rappresenta un momento di riconnessione, un invito a rallentare e a ritrovare un equilibrio tra individuo e ambiente. In questo contesto, il museo si trasforma in uno spazio non solo di osservazione, ma di partecipazione attiva, dove il pubblico diventa parte integrante dell’esperienza.
Inserito nel più ampio programma promosso dalla Rete dei Musei d’arte del Mendrisiotto, l’evento si colloca all’interno di un calendario che per tutto il mese di maggio coinvolge istituzioni culturali del territorio, rafforzando l’idea di una cultura diffusa e accessibile. In un’epoca segnata da divisioni e distanze, iniziative come questa restituiscono al museo il suo ruolo originario: essere luogo di incontro, dialogo e costruzione di significati condivisi.
Musei che uniscono: al Vincenzo Vela una giornata tra arte, sogni e meditazione
Scritto il 04/05/2026
da team.redazione
