Cure dentarie, il fronte del SÌ lancia la campagna: “Curarsi non deve significare indebitarsi”

Scritto il 08/05/2026
da team.redazione


Cure dentarie per tutti: a Bellinzona parte la sfida del SÌ
Una sala gremita, volti del mondo sanitario, sindacale e politico ticinese, e un messaggio ripetuto con forza: “I denti fanno parte del corpo. Anche della sanità ticinese”.
Giovedì 7 maggio 2026 è stata lanciata a Casa Marta, a Bellinzona, la campagna per il SÌ all’iniziativa popolare legislativa generica “Per il rimborso delle cure dentarie”, sulla quale il popolo ticinese sarà chiamato a esprimersi il prossimo 14 giugno.
Il comitato promotore — sostenuto da un’ampia coalizione di partiti, sindacati, associazioni e professionisti della salute — ha illustrato le ragioni di una proposta che punta a introdurre nella Costituzione cantonale il principio del rimborso delle cure dentarie di base tramite un’assicurazione pubblica finanziata proporzionalmente al reddito.
Secondo il professor Franco Cavalli, primo firmatario dell’iniziativa, “si vota un principio, non un costo”. Un principio che punta a riconoscere ufficialmente la salute orale come parte integrante della salute pubblica.
“Troppi ticinesi rinunciano alle cure”
Il cuore della conferenza stampa è stato però soprattutto sociale.
Il comitato ha insistito più volte sul crescente numero di persone che rinunciano alle cure dentarie per motivi economici. Un fenomeno che, secondo i promotori, non riguarda soltanto le fasce più povere della popolazione, ma coinvolge sempre più famiglie, lavoratori, pensionati e giovani.
Nancy Lunghi, medico dentista e portavoce del comitato, ha parlato di una realtà quotidiana ormai evidente negli studi dentistici ticinesi: persone che rimandano le cure, che si accontentano di trattamenti minimi o che decidono di curarsi all’estero per risparmiare.
I dati citati durante la conferenza sono significativi. Secondo l’IHP Survey 2023 del Commonwealth Fund, quasi il 29% della popolazione svizzera ha rinunciato o rimandato cure dentarie per ragioni finanziarie. Una percentuale in forte crescita rispetto al 2016.
Nicole Rossi, segretaria politica dell’USS Ticino e Moesa, ha evidenziato come i sussidi esistenti non riescano a coprire la cosiddetta “fascia grigia”: persone che non rientrano nei criteri dell’assistenza sociale ma che, concretamente, non possono permettersi spese dentarie importanti.
Una situazione che pesa in modo particolare anche sulle famiglie monoparentali. Sandra Killer, presidente dell’associazione Famiglie Monoparentali+, ha descritto il dilemma vissuto da molti genitori: scegliere se curarsi i denti oppure riuscire ad arrivare a fine mese.
Il problema dei giovani dopo la scuola
Tra gli interventi più diretti anche quello di Ismael Camozzi, coordinatore del SISA, che ha posto l’attenzione sulla situazione dei giovani.
Dopo la scuola media, ha spiegato, molti ragazzi perdono la copertura del servizio dentario scolastico proprio nel momento in cui aumentano le necessità di cura e diminuisce il sostegno economico familiare. Il risultato è spesso un lungo periodo senza controlli regolari, con problemi che si aggravano nel tempo.
Salute orale e salute generale: “Sono strettamente collegate”
Il fronte del SÌ ha insistito anche sull’aspetto sanitario e preventivo dell’iniziativa.
Il professor Pietro Majno-Hurst ha ricordato che numerosi studi scientifici dimostrano il legame tra malattie dentarie non curate e altre patologie sistemiche, come problemi cardiovascolari, diabete e complicazioni in gravidanza.
Secondo il medico e chirurgo viscerale, trascurare oggi la salute orale significa spesso aumentare domani i costi dell’intero sistema sanitario, soprattutto per le persone anziane e fragili.
Durante la conferenza è stato citato anche uno studio pubblicato su Nature Communications nel 2022, che avrebbe individuato associazioni tra patologie orali non trattate e ben 27 malattie sistemiche.
Un’assicurazione pubblica “sul modello AVS”
Dal punto di vista finanziario, il progetto prevede la creazione di un’assicurazione pubblica obbligatoria finanziata attraverso contributi proporzionali al reddito, suddivisi tra lavoratori, datori di lavoro e Stato.
I promotori sostengono che il sistema sarebbe più equo rispetto all’attuale modello assicurativo sanitario, nel quale i premi gravano in modo identico su tutti indipendentemente dal reddito.
Il comitato ha inoltre precisato che il voto del 14 giugno non definirà ancora né aliquote né cataloghi di prestazioni: questi aspetti verrebbero eventualmente stabiliti in una successiva fase legislativa dal Gran Consiglio.
I contrari parlano di costi troppo elevati
Tra le critiche principali mosse dagli oppositori vi è il possibile costo del sistema, stimato fino a 150 milioni di franchi annui.
Il comitato replica sostenendo che la spesa dentaria esiste già oggi e pesa quasi interamente sulle famiglie ticinesi. Secondo i promotori, un sistema pubblico non creerebbe nuovi costi, ma redistribuirebbe quelli esistenti in modo più solidale.
Il fronte del SÌ respinge inoltre l’idea che il fenomeno della rinuncia alle cure sia marginale, ricordando che il 5% della popolazione rinuncia completamente alle cure necessarie, mentre quasi il 29% rinvia controlli o trattamenti per motivi economici.
Una campagna sostenuta da una vasta coalizione
A sostenere la campagna vi è una rete molto ampia che comprende partiti della sinistra ticinese, organizzazioni sindacali, associazioni sociali e professionisti della salute.
Il voto del 14 giugno si preannuncia quindi come uno dei temi sociali e sanitari più discussi dei prossimi mesi in Ticino, destinato a dividere opinione pubblica e mondo politico su una domanda di fondo: le cure dentarie devono essere considerate un diritto universale oppure una spesa privata?