Perché l’apertura degli UFO/UAP-files è avvenuta solo ora?
Forse in molti si saranno posti questa domanda: perché ora e non prima?
Se consideriamo che l’ufologia moderna inizia con l’avvistamento UFO del pilota americano Kenneth Arnold il 24 giugno 1947 e che da allora sono oltre un milione gli avvistamenti UFO registrati e documentati a livello mondiale, di cui 200'000 provenienti da fonti istituzionali, viene spontaneo porsi questa domanda.
Forse perché Donald Trump, su pressioni politiche, ha infine deciso, l’8 maggio scorso, di dare ordine al Pentagono di rendere pubblici i primi UFO-Files. Nello specifico si tratta di 162 files storici e contemporanei, tra cui circa 120 documenti in PDF, 28 video militari e 14 fotografie. Ma in realtà si contano oltre 12'000 dossier ufficiali dei militari statunitensi, più di 700 dei quali rimasti senza un’origine certa.
Da questi fatti si possono dedurre due cose:
- La mole della documentazione non poteva di certo permettere al Pentagono di continuare a nascondersi dietro un filo d’erba e la pressione esercitata da diversi deputati del Congresso americano, richiedendo ripetutamente l’apertura dei detti files, almeno in parte, è stata più che giustificabile.
- È indiscutibile che tale raccolta numerosa di fatti e avvenimenti di matrice ufologica negli archivi di un’organizzazione militare non abbia potuto accumularsi in un paio di giorni, bensì in circa 80 anni.
Si evince dunque facilmente che l’intero fenomeno UFO/UAP è stato “gestito” per decenni da autorità militari, motivo per il quale è stato voluto il famoso “cover-up”, ovvero “l’insabbiamento delle informazioni pubbliche”, riferito a tutti i fatti che hanno riguardato l’intera fenomenologia, condizionando e manipolando l’informazione pubblica, il mainstream, il giornalismo internazionale, quindi anche quello di “casa nostra”.
Ma c’è una domanda che molti studiosi si stanno ponendo: perché tutti questi files, provenienti anche da agenzie civili come la NASA o l’FBI, sono stati caricati proprio sul portale web del Dipartimento della Guerra (WAR.GOV/UFO)?
Orbene, il link che si può visitare tramite questo collegamento diretto: https://share.google/o0cuYlRy5gfWho0Vc è aperto a chiunque, ma la vera risposta risiede in diverse motivazioni chiave che intrecciano sicurezza nazionale, burocrazia militare e tecnologia:
- Gli UFO/UAP sono prima di tutto una questione di sicurezza nazionale. Il governo degli Stati Uniti non indaga sui medesimi solo per curiosità scientifica, ma perché gli oggetti anomali operano spesso in spazi aerei sensibili e vicino a installazioni militari critiche. L'obiettivo principale del Dipartimento della Guerra è prevenire “sorprese tecniche e d’intelligence” da parte di potenziali avversari stranieri. Testimoni militari recenti, come il sottufficiale della Marina Alexandro Wiggins, hanno sottolineato al Congresso che la presenza di questi oggetti, capaci di manovre impossibili vicino alle navi americane, è prima di tutto un immenso problema di sicurezza per la navigazione e per l’aviazione.
- Il ruolo centrale dell’AARO. All'interno del Dipartimento della Guerra opera l’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office), l’ufficio governativo designato per centralizzare e analizzare ogni rapporto UAP. In virtù di leggi recenti (come la NDAA FY2023), l’AARO ha un’autorità senza precedenti per accedere a tutti i dati militari e d’intelligence protetti dal massimo segreto, inclusi i Programmi ad Accesso Speciale (SAP). Di conseguenza, il Dipartimento della Guerra è diventato il collettore ultimo e naturale di tutta la documentazione federale sugli UFO/UAP.
Tutto ciò ed altro hanno contribuito a creare una situazione complessa e confusa nelle nostre società, mettendo nel silenzio e nella disinformazione, studiati a tavolino per i summenzionati motivi, le vicissitudini di innumerevoli cittadini e cittadine costretti ad affrontare da soli le loro esperienze di matrice ufologica, come avvistamenti o anche incontri del 3° e del 4° tipo, generando un mare di disagio e sofferenze psicologiche e sociali, che partivano dalla paura di parlarne con altri fino a momenti di incomprensione, offese ricevute, ridicolizzazione, solitudine personale e mutismo da parte delle autorità politiche e scientifiche locali, che sempre si sono ben guardate dall’esprimersi apertamente in questo contesto per non giocarsi la carriera.
D’altronde, cosa ci si può aspettare da politiche nazionali, internazionali e sistemi finanziari che, insieme alle lobbies e alle multinazionali delle armi, ottengono guadagni miliardari - detto in franchi - ogni giorno, da distribuire ai loro azionisti? Per loro i disagi sopra citati sono semplicemente “degli effetti collaterali” di una cultura militarista imperante che, se non trova guerre da combattere, se le deve creare per smerciare i “loro prodotti”.
Auspichiamo infine di essere entrati nella vera “era della disclosure”.
Grazie al coraggio dei whistleblowers militari, che hanno rischiato le proprie carriere per denunciare il muro di gomma governativo e le numerose ingiustizie da esso derivanti, ora tocca anche a noi ricercatori fare del nostro meglio, raccogliere i “cocci” ed impegnarci per la verità dei fatti.
https://www.cusi-news.ch/gli-extraterrestri-e-le-loro-tecnologie-sono-reali-conferma-del-pentagono/
Candida Mammoliti-Ghirimoldi
CUSI
Centro Ufologico Svizzera Italiana
