La mia ultima danza: a Bellinzona il corpo diventa racconto di identità, migrazione e incontro

Scritto il 02/06/2026
da team.redazione


Sabato 6 giugno 2026, alle ore 14.00, il Centro Festival di Bellinzona ospiterà il secondo appuntamento di “La mia ultima danza”, il ciclo promosso da Isadora. Piattaforma danza, progetto dell’Associazione Arturo Prod., nell’ambito e in collaborazione con Festival Territori 2026. L’iniziativa propone un formato culturale aperto e accessibile, dove la danza contemporanea incontra la ricerca sociale, le scienze umane e il dialogo con il pubblico.
Al centro dell’incontro ci sarà Emerson Damin Vergel Rojas, performer, creatore e facilitatore colombiano attivo tra Svizzera, Colombia e Belgio. La sua performance sarà affiancata dal dialogo con Silvia Galletti, antropologa, ricercatrice SUPSI e performer, con la moderazione di Mario Fabio, giornalista culturale RSI.
Il tema scelto, “L’altro corpo. Identità, migrazione e movimento”, apre una riflessione sul modo in cui il corpo viene osservato, interpretato e trasformato quando attraversa contesti culturali differenti. Vergel partirà dalla propria esperienza di artista migrante per raccontare come l’incontro con nuovi ambienti abbia modificato la percezione del movimento, della creazione artistica e della propria identità. Nel comunicato, l’artista spiega che trovarsi in un ambiente culturale diverso lo ha portato a osservare il proprio corpo “come se fosse un altro, un oggetto di studio”.
La danza diventa così non soltanto gesto scenico, ma anche strumento di conoscenza. Il corpo, nella ricerca di Vergel, non è mai neutro: porta con sé codici, aspettative, stereotipi, appartenenze e memorie. Ogni movimento può rivelare qualcosa del rapporto tra identità personale e sguardo collettivo. In questa prospettiva, la performance diventa un luogo in cui interrogare il modo in cui leggiamo il corpo dell’altro e, allo stesso tempo, il modo in cui siamo letti dagli altri.
Il contributo di Silvia Galletti allargherà il confronto verso l’antropologia e le pratiche performative. La ricercatrice partirà dalla performance-studio presentata da Vergel e dal riferimento al laboratorio “The Other Body”, per costruire una conversazione sul rapporto tra alterità, relazioni e comunità. Il pubblico sarà invitato non solo ad assistere, ma a entrare in uno spazio di ascolto e riflessione, dove il movimento diventa linguaggio condiviso.
L’appuntamento conferma la vocazione di “La mia ultima danza”: portare la danza fuori da una dimensione puramente spettacolare e avvicinarla alle domande che attraversano la società contemporanea. Identità, migrazione, comunità e trasformazione non vengono affrontate come concetti astratti, ma attraverso corpi reali, biografie, esperienze artistiche e traiettorie di vita. L’entrata è gratuita.