2 giugno 2026 - Le immagini diffuse da Medici Senza Frontiere mostrano corridoi devastati, stanze operatorie sventrate e reparti trasformati in cumuli di macerie. È il volto più drammatico dell’ultimo episodio di violenza che ha colpito il Libano meridionale, dove un attacco aereo israeliano avvenuto nella serata del 1° giugno nei pressi dell’ospedale Jabal Amel, a Tiro (Sour), ha provocato morti, feriti e pesanti danni alla struttura sanitaria sostenuta dall’organizzazione umanitaria.
Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute libanese e riportati da Medici Senza Frontiere, il bilancio provvisorio è di quattro morti e 127 feriti. Tra questi figurano 39 membri del personale ospedaliero. Quattro persone versano in condizioni critiche e risultano ricoverate in terapia intensiva. Le operazioni di ricerca e recupero sotto le macerie erano ancora in corso nelle ore successive all’attacco, lasciando aperta la possibilità di un aggravamento del bilancio.
L’ospedale Jabal Amel, che rappresenta un importante punto di riferimento sanitario per la popolazione della zona di Tiro, ha subito danni significativi. Le fotografie scattate il 2 giugno mostrano la distruzione di parti della struttura, finestre esplose, pareti sfondate e apparecchiature mediche danneggiate. In particolare sono stati colpiti il reparto di degenza, il servizio di radiologia e l’unità di terapia intensiva. Una parete di una sala operatoria è stata gravemente lesionata, lasciando un ampio squarcio nell’edificio. Di fronte al rischio per la sicurezza dei pazienti, il personale sanitario è stato costretto a trasferire d’urgenza parte dei ricoverati in terapia intensiva verso altri reparti.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione nel sud del Libano. Il giorno precedente era stato colpito anche il vicino ospedale Hiram, anch’esso sostenuto da Medici Senza Frontiere. Secondo le autorità sanitarie libanesi, in quell’attacco erano rimasti feriti tredici operatori sanitari. Parallelamente, la periferia meridionale di Beirut è tornata a essere interessata da ordini di evacuazione emessi dalle autorità israeliane, mentre vaste aree del sud del Paese continuano a vivere in un clima di forte instabilità.
Medici Senza Frontiere ha espresso una dura condanna per quanto accaduto. Omar Ebeid, coordinatore di progetto dell’organizzazione nel Libano meridionale, ha dichiarato che questi attacchi rappresentano una grave incapacità di garantire la protezione della missione medica e sottolineano l’urgenza di tutelare i civili, il personale sanitario, le strutture ospedaliere e l’accesso continuo alle cure salvavita.
Le immagini provenienti da Tiro raccontano una realtà che va oltre i numeri. Nei corridoi dell’unità cardiologica si accumulano detriti e frammenti di muratura. All’esterno dell’ospedale, finestre distrutte e fori sulle facciate testimoniano la forza dell’esplosione. Attorno alla struttura sanitaria si estende uno scenario di edifici crollati e quartieri devastati, mentre mezzi di soccorso e squadre di emergenza continuano a operare tra le macerie.
L’episodio riporta ancora una volta al centro dell’attenzione internazionale il tema della protezione delle strutture sanitarie nelle aree di conflitto. Ospedali, ambulanze e personale medico sono tutelati dal diritto internazionale umanitario proprio perché rappresentano l’ultima linea di difesa per le popolazioni civili coinvolte nelle guerre. Quando tali strutture vengono danneggiate o rese inoperative, le conseguenze non si limitano alle vittime immediate, ma rischiano di compromettere l’assistenza sanitaria per intere comunità già duramente colpite dalla violenza.
Libano, colpito l’ospedale Jabal Amel di Tiro: morti, oltre cento feriti e reparti devastati
Scritto il 03/06/2026
da team.redazione





