La Svizzera potrebbe essere chiamata a sostenere costi molto più elevati per le indennità di disoccupazione dei frontalieri. Con una mozione depositata al Consiglio degli Stati, Marco Chiesa chiede al Consiglio federale di opporsi a una revisione delle regole europee che, secondo le stime citate nel testo, potrebbe comportare per la Confederazione oneri aggiuntivi compresi tra 600 e 900 milioni di franchi all'anno. Una proposta che interessa da vicino anche il Ticino e le regioni di confine.
Una modifica delle norme europee sulla disoccupazione dei lavoratori frontalieri potrebbe avere conseguenze finanziarie rilevanti per la Svizzera. È quanto sostiene il consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC), che ha depositato una mozione con la quale invita il Consiglio federale a opporsi all'adozione di una revisione della normativa europea in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
Secondo il parlamentare ticinese, la modifica in discussione all'interno dell'Unione europea rischierebbe di trasferire sulla Svizzera una quota molto più elevata dei costi legati all'indennità di disoccupazione dei frontalieri residenti all'estero ma impiegati nel nostro Paese.
La questione riguarda un tema particolarmente sensibile per il Canton Ticino e per tutte le regioni di confine. Attualmente, quando un frontaliere perde il lavoro, il sistema prevede che il Paese di residenza sia il principale responsabile dell'erogazione delle prestazioni di disoccupazione, secondo meccanismi di coordinamento definiti dagli accordi internazionali.
Nel testo della mozione si ricorda che tra il 2002 e il 2009 la Svizzera rimborsava agli Stati confinanti i contributi versati dai frontalieri all'assicurazione contro la disoccupazione, mentre i rispettivi Paesi si assumevano l'onere delle eventuali prestazioni. Successivamente, con l'applicazione del regolamento europeo n. 883/2004, la Confederazione ha iniziato a partecipare più direttamente ai costi sostenuti dagli Stati di residenza dei lavoratori frontalieri disoccupati.
Secondo Chiesa, la revisione recentemente concordata a livello europeo cambierebbe radicalmente questo equilibrio. La proposta prevede infatti che sia il Paese dell'ultimo impiego a finanziare integralmente le prestazioni di disoccupazione. Nel caso della Svizzera, ciò significherebbe assumersi il costo delle indennità per frontalieri residenti all'estero che hanno perso il lavoro dopo un'attività svolta sul territorio elvetico.
La mozione evidenzia inoltre che la Confederazione avrebbe limitate possibilità di verificare gli sforzi di reinserimento professionale compiuti dai beneficiari residenti fuori dai propri confini e dovrebbe nel contempo assumere nuovi compiti amministrativi e di accompagnamento. Tutto ciò comporterebbe ulteriori costi organizzativi e di personale.
Sul piano finanziario, il testo cita stime comprese tra 600 e 900 milioni di franchi annui di spese supplementari per la Svizzera. Una cifra che, secondo il promotore dell'atto parlamentare, sarebbe particolarmente gravosa considerando che la Confederazione è il Paese europeo con il maggior numero di lavoratori frontalieri.
Nella sua argomentazione, Chiesa sottolinea inoltre come circa 410'000 cittadini dell'Unione europea trovino occupazione in Svizzera grazie alle opportunità offerte dal mercato del lavoro elvetico. Per questo motivo ritiene che Bruxelles non dovrebbe imporre ulteriori oneri finanziari a carico della Confederazione.
Con la mozione depositata l'11 giugno, il consigliere agli Stati chiede quindi al Consiglio federale di respingere, nell'ambito del Comitato misto sulla libera circolazione delle persone, l'eventuale recepimento della nuova normativa europea.
La discussione è destinata a essere seguita con particolare attenzione anche in Ticino, dove il tema dei frontalieri continua a rappresentare uno degli aspetti più dibattuti dei rapporti tra la Svizzera e l'Unione europea. Resta ora da vedere quale sarà la posizione del Consiglio federale e se la proposta europea verrà effettivamente confermata dalle istituzioni dell'UE nei prossimi mesi.
