IDEE e MATTONI - UMBERTO ECO, L’OSTERIA E LA RETE

Scritto il 21/06/2026
da Rino Tringale


IDEE  e  MATTONI
1-    UMBERTO ECO, L’OSTERIA E LA RETE
21 giugno 2026
 
a.     Umberto Eco,  nato nel 1932 e morto nel 2016, è stato un semiologo, filosofo, medievalista e scrittore italiano (fra i suoi romanzi più celebri Il nome della rosa) 
b.     La semiologia si  occupa dei linguaggi verbali (esistono anche quelli del corpo e dei gesti) e di come essi influenzino la comunicazione fra gli esseri umani
c.     In altre parole la semiologia ci dice che le parole non sono mai neutre, sono sempre una sorta di cartelli stradali… mentali.
d.     In altre parole… “Le parole spingono a imboccare, scegliere, i sentieri…  del pensiero da seguire”  il che è l’obiettivo fondamentale di qualsiasi attività educativa, della pubblicità, della propaganda, della manipolazione 
e.     Un esempio: Assassinare, sopprimere, eliminare, accoppare, massacrare, sventrare, sbudellare, decapitare, squartare, impalare, uccidere … giustiziare sono verbi che portano tutti allo stesso risultato, ma inducono stati d’animo (cioè sentieri mentali) diversi
f.      Nel 2015 Umberto Eco ricevette una laurea Honoris causa a Torino
g.     Nel corso del discorso di accettazione affermò che internet dà voce planetaria a gente che, prima dell’era digitale, avrebbe avuto come palcoscenico - al massimo -  l’osteria o la panchina della piazza del paese
h.     A questo punto sorge spontanea la domanda: “Quando ci si può accorgere se l’informazione è vera, verosimile o è una bufala?
i.      Lo si può fare, a mio avviso, in due modi: per buon senso o per comparazione
j.      Nel caso del buonsenso è inutile spendere parole, la gente di buonsenso le smaschera… col buon senso. Di solito la ricetta è: “A chi giova?”, il cui prodest dei latini. Per dirla tutta bisognerebbe riportare il passo completo della Medea di Seneca:”… cui prodest scelus, is fecit…” cioè a colui al quale il crimine porta vantaggio è, probabilmente, chi l’ha commesso.
k.     Per comparazione lo si può invece fare nel caso si tratti di argomenti che si conoscono già, per i quali – cioè – si hanno altri riferimenti
l.      Esempio: ho ascoltato di recente su internet (Spiritualità Moderna, che conta 90'000 iscritti, in diverse lingue) un documentario su Lev Tolstoj (Il filosofo che ha scoperto il vero significato della vita) in cui si trattava la crisi esistenziale vissuta – intorno ai 50 anni – dal grande scrittore russo. A 8’ e 10” dall’inizio si afferma che (testuale): “… Tolstoj notò molte somiglianze fra la propria prospettiva sull’esistenza e la filosofia dell’assurdo di Albert Camus…). Rimasi di sasso mentre ascoltavo perché Camus… è nato nel 1913, tre 3 anni dopo la morte di Tolstoj.
m.   Che dire? Un’altra delle tante bufale iniettate a fuoco lento che scorazzeranno, come mine vaganti, nelle distratte menti delle masse digitali planetarie?
n.     Eco non era contro la libera espressione, avvertiva però del pericolo che può costituire per la Società dare a persone impreparate, frivole o vanesie megafoni con cui diffondere il virus dell’errore
o.     Platone affermava: “Chi scrive - e racconta - la Storia, governa il mondo”
p.     Si arriva a questo punto alla domanda cruciale: “Chi decide se si tratta di vere informazioni o di insinuanti bufale?”.
q.     I comitati della verità assoluta? Tipo quelli istituiti da zuckerberg/facebook per manipolare la narrazione a favore dell’amministrazione pubblica statunitense del momento? Non credo sia una soluzione.
r.      D’altronde non credo si possa trovare, per un problema così importante e impellente, una soluzione che non comporti… effetti avversi.
s.     E`vero, la propaganda, il condizionamento, la disinformazione, la manipolazione sono sempre esistiti, ma in questi nostri tempi la pervasività, l’onnipresenza, l’esposizione, la mole di notizie a cui siamo esposti rende difficile - e faticoso - valutarle, scartarle o accettarle
t.      Un giornale è un oggetto fisico, materiale, lo tocco, lo leggo, ma è comunque esterno al corpo, entra in noi solo attraverso la lettura, gli occhi… la mente
u.     Un video, un audio hanno una pervasività ben maggiore, ci raggiunge con i sensi: l’udito, la vista,  l’evanescenza, la sovrapposizione delle immagini, la musica, gli sguardi, le ambiguità, le allusioni e perfino i falsi costruiti a tavolino con l’asterisco artificiale… (sì asterisco, mi rifiuto di chiamare “intelligenza” quel che è. Semplicemente, uno strumento)
v.     L’unico consiglio per proteggersi, non farsi inquinare neuroni e sinapsi,  è pertanto accendere il cervello e non restare inerti e inermi, non diventare massa amorfa pronta a scolarsi qualsiasi balla venga sparata in rete dal vanesio di turno
w.   C’è una frase latina che dice: “Perché essere schiavo di qualcuno quando puoi essere padrone di te stesso?”. E per tentare di restare padroni di se stessi bisogna armarsi di senso dello stupore e di capacità critica… costruttiva
Vi ringrazio per l’attenzione e alla prossima.

Rino Tringale
 
QUELLI CHE “RACCONTANO” LA STORIA, COMANDANO LA SOCIETA’.