Un nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere documenta la drammatica situazione nel governatorato siriano di Deir Ez-Zor. Tra aprile 2025 e aprile 2026 oltre 215 persone sono state curate per ferite provocate da mine e ordigni inesplosi: il 45% erano bambini.
A oltre un anno dalla caduta del governo di Bashar al-Assad, la guerra continua a mietere vittime in Siria attraverso una delle sue eredità più insidiose: le mine terrestri e gli ordigni inesplosi disseminati sul territorio. Nonostante la progressiva riapertura di molte aree precedentemente teatro dei combattimenti, il ritorno della popolazione nelle proprie case e nei terreni agricoli espone migliaia di civili a un rischio quotidiano.
È quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato da Medici Senza Frontiere (MSF), intitolato "Residui bellici esplosivi – Danni duraturi a Deir Ez-Zor, Siria", basato sui dati raccolti tra aprile 2025 e aprile 2026 presso l'ospedale nazionale di Deir Ez-Zor, dove l'organizzazione sostiene i servizi di emergenza.
Nel periodo analizzato, i team di MSF e della Direzione della Sanità locale hanno assistito 217 pazienti feriti da mine terrestri, ordigni inesplosi ed esplosivi abbandonati. Di questi, 97 erano bambini, pari al 45% del totale. Ventiquattro persone sono decedute a causa delle lesioni riportate, mentre 58 pazienti hanno subito amputazioni traumatiche, conseguenze che cambiano radicalmente la vita dei sopravvissuti.
Il rapporto mette in evidenza come i bambini rappresentino una delle categorie più vulnerabili. Secondo i dati raccolti, almeno 46 minori sono rimasti feriti mentre giocavano tra edifici distrutti o aree contaminate. Gli adulti, invece, vengono colpiti soprattutto durante attività indispensabili per la sopravvivenza economica delle famiglie, come il pascolo del bestiame, la coltivazione dei campi o la raccolta dei tartufi selvatici, spesso in zone ancora minate.
L'emergenza non riguarda soltanto gli incidenti. Le difficoltà proseguono anche dopo il ricovero. Molti pazienti devono affrontare lunghi viaggi per raggiungere l'ospedale, spesso senza poter usufruire di un'ambulanza, mentre le strutture sanitarie locali soffrono di una cronica carenza di personale specializzato, sale operatorie, anestesisti, protesi e servizi di riabilitazione. Secondo il responsabile del reparto di ortopedia dell'ospedale di Deir Ez-Zor, il numero dei feriti supera frequentemente la capacità della struttura, rendendo particolarmente difficile garantire un adeguato percorso di recupero.
Tra le testimonianze raccolte compare quella di Mohammad, giovane agricoltore che ha perso entrambe le gambe dopo aver calpestato una mina mentre lavorava nei campi di famiglia. Costretto a rinunciare al proprio lavoro e a trasferirsi in una casa più accessibile, racconta come la sua vita sia cambiata completamente e come l'accesso a protesi adeguate potrebbe rappresentare l'unica possibilità di recuperare almeno una parte della propria autonomia.
Il documento sottolinea inoltre che Deir Ez-Zor rimane una delle aree più contaminate dell'intera Siria. Secondo i dati riportati da MSF, dalla fine del 2024 sono stati registrati 227 incidenti legati agli ordigni esplosivi soltanto in questo governatorato, su oltre 1.200 episodi documentati a livello nazionale. Le recenti inondazioni hanno inoltre spostato molte mine, rendendo ancora più difficile individuare le aree pericolose.
Di fronte a questo scenario, Medici Senza Frontiere chiede un'accelerazione urgente delle operazioni di sminamento, accompagnata da maggiori investimenti nell'assistenza traumatologica d'emergenza, nei servizi di riabilitazione, nelle protesi e nel supporto psicologico alle vittime. Secondo l'organizzazione umanitaria, senza un intervento coordinato il numero dei civili uccisi o gravemente mutilati continuerà ad aumentare anche molti anni dopo la fine dei combattimenti.
La guerra può terminare sul piano militare, ma le sue conseguenze continuano a manifestarsi ogni giorno. A Deir Ez-Zor, un semplice passo in un campo, il ritorno in una casa abbandonata o il gioco di un bambino tra le macerie possono ancora trasformarsi in una tragedia.



