Un'iniziativa parlamentare del Partito Comunista propone di estendere la tutela del salario minimo agli studenti che lavorano durante le vacanze scolastiche e universitarie, fissando una retribuzione minima pari al 75% di quella ordinaria per impieghi fino a 60 giorni all'anno.
Con l'arrivo dell'estate aumenta il numero degli studenti ticinesi che cercano un'occupazione temporanea per finanziare gli studi, acquisire esperienza professionale o semplicemente guadagnare qualcosa durante la pausa scolastica. Proprio su questa realtà interviene una nuova iniziativa parlamentare elaborata depositata il 2 luglio 2026 dai deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari del Partito Comunista, con l'obiettivo dichiarato di evitare che i cosiddetti "lavoretti estivi" possano trasformarsi in forme di sottopagamento o sfruttamento.
Secondo i promotori, la Legge sul salario minimo (LSM) presenta infatti una lacuna. L'attuale articolo 3 esclude dall'applicazione della normativa i minorenni impiegati in lavori leggeri e le persone in formazione o in stage. Una situazione che, secondo il testo dell'iniziativa, lascia numerosi giovani privi di una tutela retributiva minima proprio nel periodo in cui cercano occupazioni stagionali.
La proposta prende spunto da una normativa già in vigore nel Cantone di Ginevra e mira a introdurre un nuovo capoverso nella legge ticinese. L'idea è quella di estendere la protezione del salario minimo agli studenti regolarmente immatricolati in un istituto di formazione riconosciuto quando svolgono attività lavorative occasionali durante le vacanze scolastiche o universitarie. La misura sarebbe limitata a un massimo di 60 giorni per anno civile, così da mantenere il carattere temporaneo dei lavori estivi.
Nel testo viene sottolineata anche la necessità di trovare un equilibrio tra due esigenze. Da un lato, garantire ai giovani una remunerazione dignitosa; dall'altro, non scoraggiare le aziende dall'assumere personale stagionale privo di esperienza professionale. Per questo motivo l'iniziativa propone che, per questi rapporti di lavoro, il salario minimo sia fissato al 75% del valore ordinario previsto dalla legge.
I promotori evidenziano inoltre come questo limite temporale possa impedire eventuali abusi, evitando che lavoratori stagionali sottopagati vengano utilizzati per sostituire posti di lavoro stabili. La proposta interviene quindi sia sull'articolo 3, eliminando le eccezioni per gli studenti nei casi previsti, sia sull'articolo 4 della Legge sul salario minimo, introducendo il nuovo criterio di calcolo della retribuzione.
L'iniziativa seguirà ora il normale iter parlamentare davanti al Gran Consiglio, che sarà chiamato a valutare se modificare la legislazione vigente introducendo una tutela specifica per gli studenti impegnati nei lavori estivi.
