Mentre sul piano diplomatico si continua a parlare di tregua e di cessate il fuoco, sul terreno la situazione nella Striscia di Gaza resta estremamente fragile. È il quadro descritto da Medici Senza Frontiere (MSF), che denuncia il protrarsi delle violenze dopo l'ultimo attacco avvenuto ad Al Nuseirat, nel centro della Striscia.
Secondo il comunicato diffuso dall'organizzazione umanitaria, i propri team hanno prestato assistenza a dodici persone rimaste ferite in seguito a un attacco aereo israeliano del 17 luglio. Tra loro figurano sette bambini. Tre pazienti sono stati ricoverati in condizioni critiche, compreso un ragazzo di 14 anni colpito da numerose schegge al torace e all'addome. Gli altri feriti presentavano lesioni provocate dalle esplosioni e sono stati stabilizzati nel pronto soccorso gestito da MSF prima del ricovero per ulteriori cure.
La maggior parte dei pazienti proveniva dall'ospedale Al Aqsa, una delle principali strutture sanitarie ancora operative nell'area centrale della Striscia.
«Per la popolazione di Gaza non esiste alcuna tregua»
Il passaggio più significativo del comunicato riguarda però il giudizio espresso dall'organizzazione sulla situazione complessiva.
Secondo MSF, dalla giornata del 16 luglio sarebbero stati registrati almeno otto attacchi aerei israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza, tutti con vittime. L'organizzazione riferisce inoltre di intensi bombardamenti d'artiglieria e colpi d'arma da fuoco.
Un quadro confermato anche da altre fonti
Negli ultimi giorni diverse agenzie internazionali hanno documentato un'intensificazione delle operazioni militari israeliane nella Striscia. Reuters, citando altre fonti mediche palestinesi, ha riferito di nuovi bombardamenti che hanno colpito varie zone di Gaza, compreso il campo profughi di Nuseirat, mentre un monitor indipendente dei conflitti (ACLED) ha segnalato un aumento degli attacchi aerei rispetto ai mesi precedenti, nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore.
Israele continua a sostenere che le proprie operazioni siano dirette contro militanti e infrastrutture di Hamas e abbiano finalità preventive rispetto a possibili attacchi. Dall'altra parte, le autorità sanitarie di Gaza e numerose organizzazioni umanitarie denunciano invece un pesante impatto sulla popolazione civile e sulle strutture mediche.
L'emergenza umanitaria resta aperta
Al di là del dibattito politico e militare, resta la situazione vissuta quotidianamente dalla popolazione civile.
Ospedali con risorse limitate, continui trasferimenti di pazienti, infrastrutture danneggiate e la presenza di numerosi bambini tra i feriti continuano a rappresentare uno degli aspetti più drammatici del conflitto.
Il comunicato di Medici Senza Frontiere offre la fotografia di uno degli episodi avvenuti negli ultimi giorni, ma inserito in un contesto più ampio nel quale le organizzazioni umanitarie continuano a segnalare che, nonostante i ripetuti richiami al cessate il fuoco, le ostilità non risultano realmente cessate sul terreno.
