Utili immobiliari, il 40% ai Comuni: iniziativa in Gran Consiglio

Scritto il 12/08/2026
da team.redazione


Un'iniziativa parlamentare elaborata presentata da Patrick Rusconi, con Michela Ris e Luca Renzetti, propone di destinare ai Comuni il 40% del gettito netto dell'imposta sugli utili immobiliari. Sulla base dei dati 2025 si tratterebbe di 31,6 milioni di franchi, di cui circa 1,1 milioni destinati a Chiasso.

Una parte consistente dell’imposta sugli utili immobiliari dovrebbe tornare direttamente ai Comuni nei quali quegli utili vengono generati. È quanto propone un’iniziativa parlamentare elaborata presentata oggi, 12 agosto 2026, al Gran Consiglio ticinese da Patrick Rusconi, con i cofirmatari Michela Ris e Luca Renzetti.

La proposta interviene sulla TUI, l’Imposta sugli Utili Immobiliari, attualmente incassata integralmente dal Cantone, e chiede di attribuire ai Comuni il 40% del gettito netto, sulla base del luogo nel quale è situato l’immobile oggetto della compravendita.

Una torta da quasi 80 milioni di franchi

Il punto di partenza dell’iniziativa è il peso crescente che le finanze comunali devono sostenere. Nel testo vengono citati nuovi compiti amministrativi, maggiori necessità infrastrutturali, l'aumento dei costi sociali e, più in generale, una pressione finanziaria che avrebbe progressivamente ridotto i margini di manovra degli enti locali.
Le cifre rendono immediatamente comprensibile la portata della questione. Secondo i dati riportati nell’iniziativa, nel Consuntivo 2025 la TUI ha prodotto circa 79,1 milioni di franchi di entrate per il Cantone.
Gli iniziativisti pongono però una questione di principio: il valore degli immobili non sarebbe determinato soltanto dall'iniziativa privata e dall'andamento del mercato. A contribuire alla valorizzazione di un territorio sono anche gli investimenti pubblici effettuati negli anni dai Comuni.
Strade, scuole, illuminazione, reti idriche e fognarie, trasporto pubblico, pianificazione territoriale, sicurezza, qualità degli spazi urbani e servizi alla popolazione concorrono infatti a rendere attrattivo un Comune e, indirettamente, anche ad aumentare il valore degli immobili che vi si trovano. Nonostante questo contributo, sottolinea il documento, oggi l'intero gettito della TUI finisce nelle casse cantonali.

La proposta: 40% al Comune dove si trova l'immobile

L'iniziativa non propone una nuova tassa e neppure un aumento dell'imposizione esistente. Punta invece a modificare la ripartizione del denaro già riscosso.
Il 40% del gettito netto della TUI verrebbe attribuito al Comune nel quale si trova il fondo oggetto della compravendita. Applicando questa percentuale ai dati del 2025, circa 31,6 milioni di franchi sarebbero stati redistribuiti ai Comuni, mentre al Cantone sarebbero rimasti oltre 47 milioni.
Il principio politico alla base della proposta viene sintetizzato nel documento con una formula molto semplice: dove nasce il valore, deve ritornare una parte delle entrate che ne derivano.

A Chiasso circa 1,1 milioni di franchi

Particolarmente interessante, soprattutto osservando la questione dal Mendrisiotto, è la simulazione contenuta nell'iniziativa.
Se il sistema proposto fosse stato applicato al gettito TUI del 2025, Chiasso avrebbe ricevuto circa 1,1 milioni di franchi, mentre a Mendrisio sarebbero spettati circa 2 milioni.
Le cifre più importanti riguarderebbero Lugano, con circa 8,5 milioni, Bellinzona con 3,8 milioni e Locarno con 2,4 milioni. Seguono Paradiso con circa 1,3 milioni, Ascona con un milione, Minusio con 800 mila franchi, Massagno con 700 mila e Biasca con circa mezzo milione. Agli altri Comuni ticinesi andrebbero complessivamente circa 9,5 milioni, per arrivare appunto a una quota comunale complessiva stimata in 31,6 milioni di franchi.
Per un Comune come Chiasso, quindi, non si tratterebbe di una cifra marginale. Secondo quanto indicato nell'iniziativa, queste nuove entrate potrebbero essere destinate a opere pubbliche e manutenzioni, miglioramenti delle infrastrutture, riduzione del debito, rafforzamento dei servizi oppure utilizzate per contribuire al contenimento dei moltiplicatori d'imposta.

Una modifica direttamente nella Legge tributaria

Trattandosi di un'iniziativa parlamentare elaborata, il documento non si limita a formulare una richiesta politica, ma contiene già il testo della modifica legislativa proposta.
Il nuovo articolo della Legge tributaria stabilirebbe che il 40% del gettito netto dell'imposta sugli utili immobiliari venga attribuito al Comune nel quale è situato il fondo trasferito. La quota sarebbe calcolata sugli importi definitivamente incassati dal Cantone durante l'esercizio.
Il versamento dovrebbe avvenire annualmente, entro il 30 giugno dell'anno successivo. Un altro elemento rilevante riguarda la perequazione finanziaria: secondo il testo proposto, le somme attribuite attraverso la TUI resterebbero integralmente di competenza dei Comuni e non potrebbero essere compensate o ridotte attraverso i normali meccanismi di perequazione.
Sarebbe poi il Consiglio di Stato a stabilire mediante regolamento le modalità concrete di calcolo, rendicontazione e riversamento delle quote.
Se approvata dal Gran Consiglio, la modifica entrerebbe in vigore il 1° gennaio successivo all'approvazione.

Il confronto ora passa alla politica

L'iniziativa apre quindi un confronto che va oltre la sola TUI e tocca direttamente il rapporto finanziario tra Cantone e Comuni.
Da una parte vi è l'esigenza cantonale di mantenere entrate fiscali importanti; dall'altra, gli iniziativisti sostengono che negli ultimi decenni si sia creato uno squilibrio, con una crescente concentrazione delle entrate a livello cantonale accompagnata da maggiori oneri posti a carico degli enti locali.
La proposta mette sul tavolo una soluzione molto concreta: 31,6 milioni ai Comuni sulla base dei dati 2025, senza introdurre nuove imposte.
Per Chiasso, la simulazione quantifica il possibile beneficio in circa 1,1 milioni di franchi all'anno prendendo come riferimento il gettito dello scorso esercizio. Una cifra che rende la discussione tutt'altro che teorica e che potrebbe avere conseguenze dirette sulle possibilità finanziarie e sugli investimenti degli enti locali.
La parola passa ora al Gran Consiglio.



TESTO INTEGRALE DELL’INIZIATIVA

Per una partecipazione dei Comuni all’imposta sugli utili immobiliari (TUI)
INIZIATIVA PARLAMENTARE ELABORATA (art. 101 e art. 102 LGC)


Presentata da: Patrick Rusconi Cofirmatari: Michela Ris, Luca Renzetti Data: 12 agosto 2026
Introduzione
Negli ultimi anni i Comuni ticinesi sono stati chiamati a sostenere oneri sempre maggiori. Nuovi compiti amministrativi, maggiori esigenze infrastrutturali, costi sociali crescenti e una continua pressione finanziaria hanno progressivamente ridotto i margini di manovra delle amministrazioni comunali. Parallelamente, il Cantone ha mantenuto il controllo esclusivo di importanti fonti di entrata fiscale, tra cui l'Imposta sugli Utili Immobiliari (TUI), che grava sugli utili realizzati in occasione della vendita di fondi e immobili.
Nel Consuntivo 2025 questa imposta ha generato entrate per circa 79,1 milioni di franchi a favore delle casse cantonali. Si tratta di una cifra considerevole, che dimostra l'importanza economica del settore immobiliare per le finanze pubbliche cantonali. Tuttavia, il valore che genera tali utili non nasce esclusivamente dall'iniziativa privata. Esso deriva anche dagli investimenti pubblici effettuati nel corso degli anni dai Comuni: infrastrutture, scuole, strade, illuminazione pubblica, reti idriche e fognarie, trasporto pubblico, pianificazione territoriale, sicurezza, qualità urbana e servizi alla popolazione. Sono infatti i Comuni a costruire quotidianamente le condizioni che rendono attrattivo un territorio e che contribuiscono alla crescita del valore immobiliare. Nonostante ciò, il gettito della TUI viene oggi incassato integralmente dal Cantone.
Negli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo squilibrio nei rapporti finanziari tra Cantone e Comuni. Da un lato si sono concentrate a livello cantonale importanti entrate fiscali; dall'altro sono aumentati gli oneri posti a carico dei Comuni. Il risultato è che molti enti locali si trovano confrontati con crescenti difficoltà finanziarie, pur contribuendo in modo determinante alla creazione della ricchezza che genera il gettito fiscale.
Questa iniziativa intende correggere tale squilibrio attraverso una misura semplice, equa e sostenibile. Non viene introdotta alcuna nuova imposta e non viene aumentato il carico fiscale per cittadini e imprese. Si propone unicamente che il 40% del gettito netto dell'Imposta sugli Utili Immobiliari venga attribuito al Comune nel quale è situato il fondo oggetto della compravendita. Con riferimento ai dati del 2025, ciò avrebbe comportato una redistribuzione ai Comuni ticinesi di circa 31,6 milioni di franchi, lasciando comunque oltre 47 milioni di franchi nelle casse cantonali.
La misura consentirebbe di rafforzare l'autonomia comunale, sostenere gli investimenti locali, contenere la crescita della pressione fiscale e garantire una più corretta ripartizione delle risorse tra i diversi livelli istituzionali.
Il principio è semplice: dove nasce il valore, deve ritornare una parte delle entrate che da esso derivano.
Simulazione indicativa sul gettito TUI 2025
Con una quota comunale del 40%, la ripartizione potrebbe indicativamente presentarsi come segue:
Lugano: circa CHF 8,5 milioni
Bellinzona: circa CHF 3,8 milioni
Locarno: circa CHF 2,4 milioni
Mendrisio: circa CHF 2,0 milioni
Chiasso: circa CHF 1,1 milioni
Ascona: circa CHF 1,0 milioni
Minusio: circa CHF 0,8 milioni
Paradiso: circa CHF 1,3 milioni
Massagno: circa CHF 0,7 milioni
Biasca: circa CHF 0,5 milioni
Altri Comuni ticinesi: circa CHF 9,5 milioni
Totale quota comunale: CHF 31,6 milioni

Queste risorse potrebbero essere impiegate per opere pubbliche, manutenzioni, miglioramenti infrastrutturali, riduzione del debito, contenimento dei moltiplicatori e rafforzamento dei servizi comunali.
Testo legislativo
La Legge tributaria del Cantone Ticino è modificata come segue.
Art. XX
Partecipazione comunale all'imposta sugli utili immobiliari
Il quaranta per cento del gettito netto dell'imposta sugli utili immobiliari è attribuito al Comune nel quale è situato il fondo oggetto del trasferimento.
La quota comunale è calcolata sulla base degli importi definitivamente incassati dal Cantone nel corso dell'esercizio.
Il versamento ai Comuni è effettuato annualmente entro il 30 giugno dell'anno successivo.
Le somme attribuite ai Comuni restano integralmente di loro competenza e non sono soggette a compensazioni o riduzioni nell'ambito dei meccanismi ordinari di perequazione finanziaria.
Il Consiglio di Stato disciplina mediante regolamento le modalità di calcolo, rendicontazione e riversamento delle quote spettanti ai Comuni.

Disposizione transitoria
La presente modifica legislativa entra in vigore il 1° gennaio successivo alla sua approvazione da parte del Gran Consiglio.