TranspaReg, Quadri chiede di fermare l’entrata in vigore

Scritto il 14/09/2026
da team.redazione


Il nuovo registro svizzero degli aventi economicamente diritto dovrebbe entrare in funzione il 1° ottobre. Una mozione di Lorenzo Quadri chiede però al Consiglio federale di sospendere l’avvio e di valutare soluzioni meno centralizzate per la gestione dei dati sensibili.

Il TranspaReg non è ancora entrato in funzione, ma il suo avvio finisce già al centro del dibattito politico federale.
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, Lega dei Ticinesi, ha presentato una mozione con la quale chiede al Consiglio federale di soprassedere alla prevista entrata in vigore, fissata al 1° ottobre 2026, e di rinviare l’attivazione del sistema fino a quando non saranno state esaminate possibili alternative alla concentrazione dei dati in un unico registro.

Cos’è il TranspaReg

Il Registro svizzero per la trasparenza degli aventi economicamente diritto, abbreviato TranspaReg, è destinato a raccogliere le informazioni relative agli aventi economicamente diritto, vale a dire le persone fisiche che esercitano in ultima istanza il controllo su società e altre strutture giuridiche.
È proprio la concentrazione di queste informazioni a costituire il punto centrale della critica contenuta nella mozione.
Secondo il documento, nel nuovo sistema confluiranno infatti dati relativi a oltre 500'000 società ed entità. Si tratta di informazioni che, proprio per la loro natura e per la quantità di soggetti coinvolti, potrebbero rappresentare un obiettivo particolarmente interessante per la criminalità informatica.
La mozione richiama anche l'evoluzione delle tecniche di attacco, sottolineando come strumenti sempre più avanzati, compresa l'intelligenza artificiale, possano rendere i tentativi di intrusione più sofisticati e continui.

Il precedente del Liechtenstein

A sostegno della richiesta viene citato quanto sarebbe avvenuto nel vicino Liechtenstein alla fine di luglio 2026.
Secondo quanto riportato nella mozione, il registro analogo del Principato sarebbe stato colpito da un attacco informatico che avrebbe portato alla sottrazione di informazioni riguardanti gli aventi economicamente diritto di circa 31'000 aziende, fondazioni e trust.
Per Quadri, il caso dimostrerebbe che il rischio legato a queste grandi concentrazioni di informazioni non può essere considerato soltanto teorico.
Nel documento viene inoltre ricordato che anche alcuni operatori del settore avrebbero espresso le proprie preoccupazioni attraverso uno scritto indirizzato al Dipartimento federale di giustizia e polizia.

La questione non è la trasparenza, ma come ottenerla

La mozione non propone di abbandonare l'obiettivo della trasparenza sugli aventi economicamente diritto. La questione posta è piuttosto quella del modello tecnico scelto per raggiungerla.
Secondo Quadri, prima di creare una grande banca dati centralizzata sarebbe opportuno verificare se gli obiettivi richiesti in materia di trasparenza possano essere raggiunti attraverso sistemi differenti e potenzialmente più sicuri.
Tra le possibilità indicate compare esplicitamente la decentralizzazione delle informazioni.
Il testo critica inoltre le pressioni internazionali che avrebbero accompagnato l'introduzione del nuovo sistema, facendo riferimento all'Unione europea e al GAFI, il Gruppo d'azione finanziaria internazionale.
Viene citato anche il caso degli Stati Uniti, dove, secondo quanto sostenuto nella mozione, si sarebbe recentemente verificato un cambiamento di orientamento tale da ridimensionare il ruolo dei registri degli aventi economicamente diritto.

In gioco anche la reputazione della piazza finanziaria

La preoccupazione espressa nel documento non riguarda soltanto le conseguenze per le singole persone o imprese i cui dati potrebbero essere sottratti.
Un'eventuale violazione informatica su vasta scala, sostiene la mozione, potrebbe produrre ripercussioni anche sulla reputazione della piazza finanziaria svizzera, soprattutto se ad essere compromesso fosse proprio un sistema creato per raccogliere centralmente informazioni particolarmente sensibili.
Da qui la richiesta politica: non cancellare necessariamente il progetto, ma fermare il conto alla rovescia del 1° ottobre e utilizzare il tempo supplementare per capire se esistano soluzioni capaci di conciliare gli obblighi di trasparenza con una diversa gestione della sicurezza dei dati.
La questione posta dalla mozione è quindi destinata ad andare oltre il singolo registro. Riguarda un problema sempre più centrale nella digitalizzazione dello Stato: quando la concentrazione delle informazioni aumenta l'efficienza, e quando invece finisce per creare un unico bersaglio particolarmente prezioso da attaccare?
La mozione indica espressamente anche la decentralizzazione come possibile alternativa e collega l'eventuale sottrazione massiccia di informazioni a un possibile danno reputazionale per la piazza finanziaria svizzera.