Cantonali 2027, PS-Verdi-MPS: cinque candidati e una “Bussola” per la lista unitaria

Scritto il 17/09/2026
da team.redazione


PS, Verdi e Movimento per il socialismo hanno presentato la loro lista unitaria e pluralista in vista delle elezioni del Consiglio di Stato del 2027. Un accordo che riunisce tre forze politiche differenti attorno a una piattaforma comune, senza prevedere la nascita di un nuovo soggetto politico né la rinuncia alle rispettive identità.

L’obiettivo dichiarato dai promotori è rafforzare l’area progressista e proporre un’alternativa alle politiche della maggioranza di destra e centrodestra. Nel documento presentato, PS, Verdi e MPS attribuiscono al modello politico ed economico degli ultimi anni un aumento delle disuguaglianze e problemi legati al traffico e all’inquinamento, sostenendo inoltre che siano stati indeboliti il servizio pubblico, la coesione sociale e la protezione dell’ambiente. Si tratta, naturalmente, della lettura politica espressa dai tre partiti alla base dell’alleanza.

Cinque nomi per il Consiglio di Stato

La lista proposta comprende cinque candidature. Per il Partito socialista figurano Marina Carobbio e Nancy Lunghi; per i Verdi Greta Gysin e Rocco Vitale; per il Movimento per il socialismo Matteo Pronzini.
La formula scelta viene definita dagli stessi promotori “unitaria e pluralista”. Le tre forze intendono infatti condurre alcune battaglie comuni mantenendo differenti culture politiche, strategie, modalità di comunicazione e approcci istituzionali. Il documento parla esplicitamente anche di rispetto reciproco e di fair play fra partiti e persone candidate.
L’accordo, almeno nelle intenzioni dichiarate, dovrebbe andare oltre la campagna elettorale dell’aprile 2027. PS, Verdi e MPS indicano infatti la volontà di continuare la collaborazione successivamente, sia sul piano istituzionale sia attraverso iniziative e mobilitazioni comuni.

La “Bussola” dell’alleanza

Il cuore politico dell’accordo è contenuto nella “Bussola per una lista unitaria pluralista per il Consiglio di Stato”, un documento articolato in quindici punti.
Non viene presentato soltanto come programma elettorale. Secondo quanto scritto dalle tre forze politiche, dovrebbe costituire anche un riferimento con cui valutare durante la legislatura le politiche del Governo e sviluppare iniziative comuni dentro e fuori dalle istituzioni.
Il primo capitolo riguarda uno Stato sociale forte e il rifiuto delle politiche di austerità, con una critica alle misure fondate su riduzione del debito, pareggio di bilancio e tagli alla spesa pubblica quando questi, secondo i promotori, incidono negativamente sulla popolazione e sull'ambiente. Segue la richiesta di una fiscalità maggiormente progressiva, con un maggiore contributo dei grandi patrimoni e dei redditi elevati.

Sanità, lavoro e servizio pubblico

Un altro gruppo di proposte riguarda il rafforzamento del servizio pubblico e la sanità. PS, Verdi e MPS si dichiarano contrari alla privatizzazione dei servizi e a una sanità guidata prevalentemente dalla ricerca del profitto, proponendo invece un sistema pubblico universale e maggiori investimenti nella prevenzione.
Sul lavoro vengono indicati salari dignitosi, stabilità contrattuale e maggiori controlli contro gli abusi. La Bussola inserisce inoltre tra gli obiettivi una riduzione dell’orario lavorativo, collegandola alla salute e al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Scuola e formazione vengono invece considerate strumenti di uguaglianza ed emancipazione, con particolare attenzione anche alle conseguenze delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale e dei social media.

Ambiente, energia, mobilità e casa

La componente ambientale occupa una parte importante del documento. L’alleanza propone un modello economico nel quale sostenibilità e benessere sociale siano considerati insieme e mette esplicitamente in discussione l’idea di una crescita economica illimitata.
Sul fronte energetico vengono indicati l’aumento delle fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, lo sviluppo dei sistemi di accumulo e il risanamento degli edifici. Per la mobilità si punta invece sul trasporto pubblico, sulla mobilità dolce e sulla protezione del territorio e delle aree verdi.
Tra i quindici punti compare anche una politica più attiva dell’alloggio, con maggiore protezione degli inquilini e sostegno a operatori di utilità pubblica per aumentare l’offerta di abitazioni a pigione accessibile.

Diritti, migrazione e pace

La Bussola dedica infine diversi capitoli ai diritti individuali e sociali. Vengono richiamati il contrasto alle discriminazioni, la parità tra donne e uomini, i diritti delle persone LGBTQIA+, delle persone con disabilità e dei migranti. Per questi ultimi vengono proposte pari condizioni salariali e sociali e percorsi di integrazione attraverso formazione e apprendimento dell’italiano.
Sul piano internazionale, l’accordo si schiera contro il riarmo e la competizione tra Stati e richiama il diritto internazionale, i diritti umani, la solidarietà tra i popoli e il principio dell’autodeterminazione.
La sfida politica per PS, Verdi e MPS sarà dunque quella di trasformare questi quindici punti in una campagna comune, mantenendo al tempo stesso quelle differenze di cultura e impostazione che gli stessi promotori dichiarano di voler conservare. La scelta per le Cantonali 2027 è comunque definita: tre forze politiche, cinque candidature e una piattaforma comune con cui presentarsi alla corsa per il Governo ticinese.