“Abbiamo bisogno di acqua. Non ha senso chiedere al mondo ciò che è essenziale per vivere.” La frase, raccolta da Medici Senza Frontiere (MSF) tra gli sfollati nella Striscia di Gaza, sintetizza uno dei nodi centrali del nuovo rapporto divulgato questa mattina dall’organizzazione. Il documento, accompagnato da un comunicato stampa, analizza in modo dettagliato l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari nel contesto del conflitto in corso.
Secondo MSF, la crisi idrica che colpisce Gaza è il risultato di una combinazione di fattori che si sono progressivamente aggravati negli ultimi due anni. Il rapporto evidenzia in particolare i danni estesi alle infrastrutture, le difficoltà di accesso per gli operatori umanitari e le limitazioni nell’ingresso di materiali e forniture essenziali. Le stime citate indicano che circa il 90% delle infrastrutture idriche e sanitarie risulta oggi danneggiato o distrutto, con conseguenze dirette sulla capacità di produrre e distribuire acqua.
In questo contesto, anche le attività di assistenza faticano a colmare il divario tra bisogni e disponibilità. MSF, tra i principali attori umanitari attivi nel settore idrico nella Striscia, produce e distribuisce quotidianamente grandi quantità di acqua, ma la domanda resta superiore all’offerta. Tra maggio e novembre 2025, riferisce l’organizzazione, una distribuzione su cinque si è conclusa senza riuscire a soddisfare tutte le persone in attesa, un dato che riflette la pressione costante su un sistema già fragile.
Alla scarsità si aggiunge il problema dei costi. Il rapporto segnala un aumento significativo dei prezzi dell’acqua fornita da operatori privati, in un contesto in cui molte famiglie hanno perso le proprie fonti di reddito. Questo rende l’accesso ancora più difficile e costringe spesso a ridurre il consumo o a ricorrere a fonti non sempre sicure.
Le conseguenze si riflettono inevitabilmente sulle condizioni igienico-sanitarie. Nel comunicato stampa, MSF descrive situazioni in cui le persone devono ricorrere a soluzioni improvvisate per i servizi igienici, con latrine scavate nel terreno e difficoltà nella gestione dei rifiuti. Le piogge, in alcuni casi, contribuiscono a diffondere contaminazioni, mentre la disponibilità di prodotti di base per l’igiene personale rimane limitata o intermittente.
Questo quadro ha un impatto diretto sulla salute. I dati raccolti dall’organizzazione mostrano un aumento di patologie legate alle condizioni ambientali e alla scarsità di acqua pulita. Le malattie gastrointestinali risultano diffuse, così come le infezioni della pelle e quelle respiratorie, fenomeni che secondo MSF sono strettamente connessi al deterioramento delle condizioni di vita e al sovraffollamento in molte aree.
Accanto agli aspetti sanitari, il rapporto richiama l’attenzione anche sulle implicazioni quotidiane della crisi. L’accesso all’acqua incide sulla gestione della vita domestica, sulla possibilità di mantenere condizioni igieniche adeguate e, più in generale, sulla qualità della vita. In diversi casi documentati, la raccolta dell’acqua avviene in contesti complessi e non privi di rischi, soprattutto per le persone più vulnerabili.
Un ulteriore elemento riguarda le difficoltà operative legate all’ingresso di materiali necessari per il funzionamento delle infrastrutture idriche. MSF segnala che parte delle richieste di autorizzazione per l’introduzione di attrezzature e forniture essenziali non ha avuto esito positivo o è rimasta in sospeso, con effetti sulla continuità degli interventi e sulla possibilità di riparare le strutture danneggiate.
Nel comunicato che accompagna il rapporto, l’organizzazione invita a facilitare l’accesso agli aiuti e a garantire la disponibilità dei servizi di base, sottolineando il ruolo della comunità internazionale nel sostenere il rispetto del diritto umanitario e nel contribuire al ripristino delle condizioni essenziali per la popolazione civile.
Il quadro delineato da MSF restituisce quindi l’immagine di una crisi complessa, in cui la questione dell’acqua si intreccia con quella sanitaria, logistica e sociale. In questo scenario, l’accesso a risorse fondamentali come l’acqua potabile e i servizi igienici emerge come uno degli elementi chiave per comprendere l’impatto umanitario del conflitto nella Striscia di Gaza.
Gaza, il rapporto MSF: accesso all’acqua compromesso tra distruzioni e restrizioni
Scritto il 28/04/2026
da team.redazione
