Dalla rinuncia agli abiti della famiglia ai costumi cinematografici di Franco Zeffirelli: la Biblioteca Salita dei Frati propone il 6 ottobre un incontro dedicato al rapporto fra Francesco d’Assisi, i tessuti e l’immagine. La conferenza accompagna la mostra “Francesco e l’abito perfetto”, allestita a Villa Ciani dal 4 al 17 ottobre 2026.
A ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, Lugano propone un percorso particolare per avvicinarsi alla figura del santo: partire dagli abiti, dal loro significato e dalle immagini che nei secoli hanno contribuito a raccontarne la scelta di vita.
Martedì 6 ottobre alle 18.00, alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, Lorenzo Cantoni e Alessandro Tosi terranno la conferenza “Francesco e l’abito perfetto. Un viaggio fra tessuti e immagini”, collegata all’omonima mostra ospitata a Villa Ciani.
L’abito diventa così il filo conduttore di una storia che parte da uno dei gesti più noti della vicenda francescana: Francesco che si spoglia davanti al padre e al vescovo di Assisi, rinunciando pubblicamente ai beni della famiglia.
Un gesto radicale, ma che apre anche una riflessione meno immediata. Francesco proveniva infatti da una famiglia legata al commercio dei tessuti e, pur scegliendo la povertà, mantenne una particolare attenzione per ciò che un abito rappresentava.
Una tonaca come dichiarazione di vita
La scelta francescana non consiste semplicemente nel vestirsi poveramente. L’abito diventa espressione concreta di una decisione: rinunciare al superfluo e ridurre ciò che si possiede all’essenziale.
Le fonti francescane ricordano la scelta di una sola tonaca, anche rappezzata, accompagnata dal cingolo e da pochi altri indumenti indispensabili. Una semplicità che non era casuale, ma diventava parte visibile dell’identità dei primi frati.
Anche negli ultimi giorni della sua vita Francesco avrebbe lasciato indicazioni precise sul tessuto da utilizzare per la sua ultima tonaca, chiedendo un panno grezzo color cenere.
Il vestito assume quindi un significato che va molto oltre la sua funzione pratica: racconta una trasformazione personale, religiosa e sociale.
Dai documenti al cinema di Zeffirelli
La conferenza del 6 ottobre seguirà questo percorso attraverso testimonianze biografiche, rappresentazioni artistiche e i costumi utilizzati nel film “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli.
Proprio questi costumi costituiscono uno degli elementi centrali della mostra “Francesco e l’abito perfetto. I costumi di Fratello sole, sorella luna”, allestita a Villa Ciani dal 4 al 17 ottobre.
Il percorso mette quindi in dialogo la figura storica di Francesco con la sua rappresentazione artistica e cinematografica, osservando come materiali, colori, forme e tessuti possano contribuire alla costruzione di un’immagine destinata a rimanere nell’immaginario collettivo.
A parlarne saranno Lorenzo Cantoni, docente all’Università della Svizzera italiana e titolare della Cattedra UNESCO, e Alessandro Tosi, storico dell’arte e direttore scientifico del Museo della Grafica di Pisa. Entrambi sono curatori della mostra di Villa Ciani.
Una mostra nell’ottavo centenario
L’iniziativa si inserisce nell’anno che segna gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226.
Accanto all’esposizione sono previsti anche alcuni prodotti multimediali dedicati alla storia della presenza francescana nella Svizzera italiana e nella regione alpina, ampliando così il percorso oltre gli oggetti esposti e collegandolo alla storia locale.
La mostra è promossa dall’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano e dalla Cattedra UNESCO dell’Università della Svizzera italiana.
