Giacomo Morandi - Musica, emozioni, benessere
La musica come incontro, ricordo ed emozione
La musica accompagna la mia vita da oltre quarant'anni.
Ho iniziato a esibirmi giovanissimo e, nel tempo, l'attività musicale mi ha portato in contesti molto diversi: feste, serate e, soprattutto, nelle case per anziani, dove da molti anni la musica è diventata qualcosa di più di un semplice spettacolo.
Perché una canzone non è soltanto una melodia.
Può essere un ricordo. Un volto. Un'estate lontana. Un ballo. Un momento della propria vita che, improvvisamente, ritorna.
Ed è proprio da questa esperienza che nasce oggi il mio modo di lavorare.
Non semplicemente proporre della musica, ma cercare quella capace di incontrare le persone che ho davanti.
Musica che fa ritrovare i ricordi
Nelle case per anziani ho imparato che una canzone conosciuta può avere un valore molto diverso da quello di un semplice intrattenimento.
Ci sono melodie che sembrano custodire pezzi della nostra storia. Basta qualche nota perché riaffiorino parole, persone, luoghi, abitudini e momenti vissuti anche molti anni prima. Per questo, quando preparo un incontro musicale, la scelta dei brani non è mai casuale.
Il repertorio viene costruito pensando all'età, alla storia e alle caratteristiche delle persone che avrò davanti. Grandi classici italiani e internazionali, canzoni della tradizione, musica da ballo e brani che appartengono agli anni più significativi della loro vita.
Nei reparti protetti e con persone fragili l'attenzione diventa ancora maggiore. Osservo le reazioni, il coinvolgimento, il canto spontaneo, il movimento, uno sguardo che cambia o un sorriso che compare. Sono piccoli segnali che aiutano a capire quale musica riesce davvero a creare un contatto.
Anche la partecipazione ha un ruolo importante. Brevi presentazioni, curiosità, ricordi condivisi, cantare insieme, battere le mani o semplicemente seguire il ritmo possono trasformare il concerto in un momento vissuto insieme, nel quale chi ascolta non è soltanto spettatore.
La ricerca scientifica sul rapporto tra musica, invecchiamento e demenza indica da tempo l'interesse di elementi come musica familiare e autobiograficamente significativa, canto, reminiscenza e partecipazione sociale. Nel mio modo di lavorare questi aspetti si incontrano con l'esperienza maturata direttamente davanti alle persone.
Perché a volte una canzone non riporta soltanto alla mente un ricordo: riesce a riaprire, anche solo per qualche minuto, una porta verso la propria storia.
Serate danzanti: musica, ritmo e atmosfera
La musica, per me, non è soltanto ascolto. È anche movimento, incontro, leggerezza e voglia di stare insieme.
Nelle serate danzanti propongo un repertorio molto ampio, costruito per accompagnare pubblici e generazioni diverse: dai grandi successi degli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 fino ai brani più recenti, passando per liscio, balli di gruppo, ritmi latini e caraibici, revival e grandi classici italiani e internazionali.
Ma una buona serata non nasce soltanto da una lunga playlist.
L’esperienza mi ha insegnato soprattutto a leggere il pubblico: capire quando è il momento di aumentare il ritmo, quando cambiare genere, quando lasciare spazio a un grande classico e quando sorprendere con qualcosa di diverso.
Ogni pista ha una propria energia e ogni pubblico reagisce in modo differente. Per questo non considero mai una scaletta qualcosa di rigido: la musica deve seguire la serata, non il contrario.
Alle spalle ci sono decenni di musica, palchi e serate, ma anche una costante attenzione alla qualità del suono, alla scelta dei brani e all’atmosfera complessiva.
Perché una serata danzante ben riuscita non è soltanto quella in cui si balla molto.
È quella in cui, alla fine, le persone tornano a casa con il sorriso e con la sensazione di avere vissuto qualcosa insieme.
Musicoterapia: ascolto, osservazione e personalizzazione
Negli anni, l’esperienza musicale maturata soprattutto con persone anziane e fragili mi ha portato ad approfondire sempre di più il rapporto tra musica, emozioni, memoria e risposta individuale.
A questa esperienza pratica ho affiancato una formazione specifica, conseguendo il Certificato di formazione in Musicoterapia presso GRUPPO ACADEMY – Medical, Education & Business, proseguendo con formazione avanzata e aggiornamento continuo.
Il mio approccio parte da un principio semplice: la stessa musica non produce necessariamente la stessa risposta in persone diverse.
Per questo il percorso non consiste nel proporre una playlist standard, ma nel cercare di capire quali caratteristiche musicali - ritmo, melodia, intensità, familiarità del brano e contesto di ascolto - risultino più adatte alla singola persona.
Come si svolge il percorso
Il primo incontro è dedicato alla conoscenza della persona, delle sue preferenze musicali, delle abitudini di ascolto e degli obiettivi che si desidera perseguire.
Quando appropriato, posso affiancare all’osservazione diretta anche la rilevazione di alcuni parametri di variabilità della frequenza cardiaca (HRV). L’HRV non viene utilizzata per formulare diagnosi, ma come ulteriore elemento osservativo per confrontare le reazioni dell’organismo durante differenti momenti di ascolto.
Una breve rilevazione iniziale permette di avere un riferimento di partenza. Durante l’ascolto possono poi essere osservati, insieme alla risposta soggettiva della persona, eventuali cambiamenti associati ai diversi brani.
L’obiettivo è costruire progressivamente una selezione musicale sempre più individualizzata, verificando nel tempo quali proposte favoriscano maggiormente rilassamento, attenzione, partecipazione o benessere percepito.
La musica viene scelta sulla persona
Il percorso può comprendere musica familiare e autobiograficamente significativa, ascolto guidato, rilassamento, canto, partecipazione attiva e altri interventi musicali scelti in funzione della persona e del contesto.
Quando ritengo utile esplorarlo, posso proporre anche brani riaccordati a 432 Hz. Considero però questa possibilità come parte dell’esplorazione individuale della risposta all’ascolto, non come una frequenza alla quale attribuire automaticamente proprietà terapeutiche dimostrate.
Questo aspetto per me è importante: non parto dall’idea che esista una musica, una frequenza o una tecnica valida per tutti.
È la risposta della persona a guidare il percorso.
Monitorare per adattare
Gli incontri non sono pensati come qualcosa di immutabile.
Le osservazioni raccolte, il vissuto riferito dalla persona e, quando utilizzati, i dati HRV possono aiutarmi a modificare nel tempo repertorio, modalità di ascolto e struttura degli incontri.
L’obiettivo non è “misurare un’emozione” con uno strumento, ma integrare ascolto, osservazione e dati fisiologici per avere qualche informazione in più sulla risposta individuale alla musica.
Un intervento complementare
La musicoterapia non sostituisce cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche e non interrompe eventuali trattamenti già prescritti.
In presenza di condizioni cliniche o di percorsi sanitari in corso, il lavoro musicale si inserisce nel pieno rispetto delle indicazioni del medico curante e degli eventuali specialisti che seguono la persona e, quando opportuno, può essere concordato con loro.
Quello che propongo è quindi un percorso musicale individualizzato orientato all’ascolto, alla relazione e al benessere, costruito con prudenza, osservazione e rispetto dei tempi della persona.
Informazioni e contatti
Giacomo Morandi
Musicista · Cantante · Performer
Certificato di formazione in Musicoterapia
GRUPPO ACADEMY – Medical, Education & Business
Formazione avanzata e aggiornamento continuo
Telefono: +41 76 542 35 46
E-mail: giacomo.morandi@chiassotv.ch
Per le attività musicali dedicate a case per anziani e strutture sociosanitarie:
intrattenimentiperanziani@chiassotv.ch
La musicoterapia non sostituisce cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche e si integra con eventuali trattamenti già in corso, nel rispetto delle indicazioni del medico curante e degli specialisti coinvolti.




