Carlo Silini e il Ticino delle vite sbilenche: «Farabutti e sventurate» a Lugano

Scritto il 23/10/2026
da team.redazione


Martedì 27 ottobre, alla Biblioteca Salita dei Frati, il giornalista e scrittore mendrisiense presenta il suo nuovo libro, dedicato ai personaggi dimenticati, alle superstizioni e alle contraddizioni della storia a sud delle Alpi. Un'occasione per conoscere anche il percorso letterario di uno degli autori più apprezzati della Svizzera italiana.

Ci sono storie che non trovano spazio nei grandi manuali, personaggi che attraversano i secoli lasciando tracce appena visibili, vicende nelle quali la realtà sembra superare la fantasia. È questo il mondo che Carlo Silini esplora nel suo nuovo libro Farabutti e sventurate. Vite sbilenche a sud delle Alpi, pubblicato da Gabriele Capelli Editore.
L'opera sarà presentata martedì 27 ottobre 2026, alle ore 18.00, nella Sala di lettura della Biblioteca Salita dei Frati di Lugano. L'autore dialogherà con Pietro Montorfani, che ha firmato anche la prefazione del volume.
L'incontro, organizzato in collaborazione con l'editore, propone un viaggio nella storia meno conosciuta del Ticino e dei territori circostanti.

Un Ticino lontano dalle cartoline

Seduttori e presunti maghi, donne accusate di stregoneria, cacciatori di eretici, banditi di confine, guaritori, visionarie e ciarlatani. Ma anche epidemie, guerre, sedute spiritiche e vicende nelle quali paura, credenze popolari e interessi di potere finiscono per sovrapporsi.
Sono i protagonisti di una galleria umana che attraversa epoche differenti, restituendo l'immagine di un territorio assai diverso da quello rassicurante delle rappresentazioni turistiche.
Il libro affronta, tra gli altri, il mondo del Mago di Cantone, la criminalità del Seicento insubrico, le persecuzioni religiose, le leggende legate agli spiriti e persino le notizie manipolate attorno alla battaglia di Arbedo.
Non si tratta però di un nuovo romanzo storico. Come illustrato anche nella presentazione editoriale, Silini ha costruito una raccolta di vicende documentate, recuperando storie d'archivio e tradizioni popolari, senza trasformarle in episodi di pura invenzione.
Il risultato è un percorso nel quale il rigore della ricerca incontra una scrittura capace di rendere vive anche le figure più lontane dal nostro tempo.

Quando il passato parla al presente

Il significato dell'opera va oltre la curiosità per le superstizioni o per i personaggi eccentrici della storia locale.
Nel comunicato che accompagna l'uscita del volume, Gabriele Capelli Editore sottolinea come il lavoro nasca anche dall'esigenza di interrogarsi sulla violenza e sulla crudeltà che continuano a caratterizzare il mondo contemporaneo.
Guardare al passato diventa così un modo per mettere in discussione la convinzione che le società precedenti fossero necessariamente migliori o peggiori della nostra.
Le vicende raccontate mostrano quanto possano essere fragili i confini tra sapere e superstizione, fede e fanatismo, autorità e sopraffazione. E quanto facilmente, ieri come oggi, la paura possa diventare uno strumento di controllo.
È probabilmente in questo rapporto tra memoria storica e interrogativi contemporanei che si riconosce uno degli aspetti più interessanti della scrittura di Silini: la capacità di riportare alla luce storie marginali e di riconoscervi questioni ancora attuali.

Carlo Silini, dal giornalismo alla narrativa storica

Nato a Mendrisio nel 1965 e laureato in teologia all'Università di Friburgo, Carlo Silini ha costruito una lunga carriera giornalistica, lavorando al Corriere del Ticino, dove ha ricoperto anche il ruolo di caporedattore ed editorialista. Dal gennaio 2023 è alla guida di Azione, il settimanale di informazione e cultura della Cooperativa Migros Ticino.
Il suo percorso professionale è stato accompagnato da riconoscimenti importanti: nel 2005 ha ricevuto il premio di giornalista svizzero dell'anno della rivista Schweizer Journalist, mentre nel 2015 e nel 2017 si è aggiudicato lo Swiss Press Award, rispettivamente nelle categorie Print e Local.
Ma accanto al giornalista si è progressivamente affermato uno scrittore capace di conquistare un pubblico ben oltre la cerchia degli appassionati di storia regionale.
L'esordio narrativo arriva nel 2015 con Il ladro di ragazze, thriller storico ambientato nel Mendrisiotto tra il Cinquecento e il Seicento. Il romanzo ottiene un notevole successo di pubblico e rimane per mesi ai vertici delle classifiche librarie della Svizzera italiana.
Seguono Latte e sangue nel 2019 e Le ammaliatrici nel 2021, che completa la trilogia pubblicata da Gabriele Capelli Editore.
Attraverso queste opere, Silini ricostruisce un mondo di frontiera nel quale convivono superstizioni, violenze, conflitti religiosi, passioni e lotte per la sopravvivenza. Un universo narrativo popolato da personaggi complessi, dove le figure femminili assumono spesso un ruolo centrale.
La sua produzione comprende anche il saggio Storie dimenticate. Per una geografia segreta del Ticino, pubblicato dalle Edizioni San Giorgio.
Quello che distingue il suo percorso letterario è soprattutto il rapporto con il territorio: non un semplice scenario sul quale ambientare le vicende, ma un patrimonio di memorie, documenti e tradizioni dal quale far emergere storie capaci di coinvolgere anche il lettore contemporaneo.
Un lavoro che sembra rappresentare la naturale prosecuzione della sua esperienza giornalistica, pur utilizzando strumenti narrativi differenti: cercare, ricostruire, contestualizzare e, soprattutto, raccontare.

Una storia locale che supera i confini

Con Farabutti e sventurate, Silini torna dunque a esplorare quelle zone meno illuminate del passato che hanno già alimentato una parte significativa della sua produzione letteraria.
Questa volta, però, il racconto nasce direttamente dalle vicende storiche raccolte e documentate, senza la struttura di una trama romanzesca.
Ne emerge una geografia umana nella quale il Ticino non appare come una realtà isolata, ma come parte di un territorio attraversato da idee, credenze, conflitti e influenze provenienti da entrambi i versanti della frontiera.
La presentazione alla Biblioteca Salita dei Frati offre l'occasione per avvicinarsi a un'opera che invita a riscoprire il passato senza idealizzarlo e a interrogarsi su quanto di quelle antiche inquietudini continui a sopravvivere nella società contemporanea.