Tre rappresentazioni, il 6, 7 e 8 novembre, per una nuova commedia dialettale scritta e diretta da Gianni Delorenzi. Tra intelligenza artificiale, incomprensioni e assurdità della vita moderna, la compagnia di Vacallo promette risate e riflessioni. Con un merito in più: mantenere vivo il nostro patrimonio dialettale.
Il mondo cambia, corre sempre più veloce e, paradossalmente, più strumenti abbiamo per comunicare, meno sembriamo capaci di capirci. È proprio da questa contraddizione che nasce La luteria da Babele, la nuova commedia dei Matiröö, la compagnia dialettale che torna sul palcoscenico dell'Aula Magna delle Scuole di Vacallo con tre rappresentazioni, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 novembre 2026.
Una commedia che promette di divertire, ma anche di mettere alla berlina alcune delle stranezze del nostro tempo. E conoscendo la verve dei Matiröö, c'è da aspettarsi che nessuno venga risparmiato.
Da un mondo senza televisione all'intelligenza artificiale
L'ispirazione arriva direttamente dal capocomico Gianni Delorenzi, autore e regista dello spettacolo, che nel suo comunicato racconta il confronto fra il mondo della propria infanzia e quello attuale.
Un salto generazionale enorme, vissuto da chi ricorda le case senza telefono, radio, televisione, acqua calda e doccia, e che oggi si ritrova immerso in internet, social network e intelligenza artificiale.
«Infagottato nel tempo d'allora guardo disincantato il mondo di adesso», scrive il capocomico Gianni Delorenzi, descrivendo lo smarrimento di fronte a trasformazioni che sembrano procedere sempre più rapidamente.
Ma proprio quando lo scenario rischia di diventare inquietante, ecco intervenire il teatro. E soprattutto quella capacità tutta particolare di osservare l'assurdo e trasformarlo in comicità.
Delorenzi descrive un mondo nel quale le persone sembrano affidare sempre più spesso il proprio ragionamento all'intelligenza artificiale, fino a perdere la capacità di comprendersi.
«Non ci capiamo più neanche parlando la stessa lingua quasi fossimo tornati a Babele», osserva Gianni Delorenzi.
Ed è qui che nasce l'idea della commedia: una moderna Babele nella quale le contraddizioni della società contemporanea diventano materia teatrale, fra equivoci, paradossi e situazioni tutte da scoprire.
Il bambino che continua a ridere del mondo
Nel racconto del capocomico c'è anche una nota più intima, quasi poetica.
È il ricordo di quel bambino che osservava il mondo con fiducia, senza le paure e le preoccupazioni accumulate con il trascorrere degli anni.
Un bambino che, fortunatamente, non è mai scomparso del tutto e che continua a trovare il lato comico persino nelle situazioni più sconfortanti.
Gianni Delorenzi racconta infatti che quel bambino interiore «ride del mondo d'oggi, una parodia di mondo, una parodia di sé stesso».
Da questa osservazione nasce La luteria da Babele, una commedia che usa l'ironia per raccontare un presente nel quale la tecnologia dovrebbe avvicinare le persone e che, invece, talvolta sembra contribuire ad allontanarle.
Una riflessione che i Matiröö affidano al linguaggio che conoscono meglio: quello del teatro popolare, della battuta, del dialetto e della risata condivisa.
Una compagnia affiatata, tra palcoscenico e dietro le quinte
Sul palco, insieme a Gianni Delorenzi, ci saranno Katia Dalberti, Marisa Delorenzi, Elena Giudici e Cristina Tavernelli.
Un gruppo di interpreti che il capocomico presenta con evidente affetto e un pizzico della sua caratteristica ironia.
Non meno importante il lavoro dietro le quinte, indispensabile per dare vita a uno spettacolo teatrale.
Le scenografie sono curate da Eliana Cuoghi e Piero Manglaviti, mentre la parte tecnica è affidata a Luca Panzeri e Cete Frigerio. Alla realizzazione contribuisce inoltre Antonella Arrigo.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Gianni Delorenzi, viene presentato con il patrocinio del Dicastero cultura di Vacallo.
E già il sottotitolo scelto dalla compagnia, rigorosamente in dialetto, lascia intuire il tono della rappresentazione:
«A füria da decadènza sa perd la decènza».
Una frase che, da sola, vale quasi una dichiarazione d'intenti.
Far ridere, senza dimenticare da dove veniamo
C'è qualcosa di particolarmente prezioso nel lavoro dei Matiröö.
Dietro le battute, le situazioni paradossali e una comicità capace di conquistare il pubblico, vive un impegno culturale tutt'altro che secondario: mantenere vivo il dialetto, portarlo sul palcoscenico e consegnarlo, attraverso il sorriso, anche alle nuove generazioni.
Un obiettivo che Chiasso TV condivide e sostiene attraverso le proprie iniziative dedicate alla valorizzazione delle lingue e delle tradizioni del nostro territorio.
La conservazione dei dialetti non passa soltanto attraverso dizionari, archivi e testimonianze storiche. Passa anche, e forse soprattutto, attraverso chi continua a utilizzarli per raccontare la vita quotidiana, interpretare il presente e far divertire una sala piena di spettatori.
I Matiröö dimostrano che il dialetto può parlare anche di intelligenza artificiale, tecnologia e società contemporanea, senza perdere la propria identità.
Perché un dialetto che continua a far ridere, emozionare e raccontare il presente non è soltanto una testimonianza del passato: è una lingua che continua a vivere.
E se poi, nel frattempo, ci si diverte anche parecchio, tanto meglio!
Guarda la video-presentazione con Marisa e Gianni Delorenzi
Ad accompagnare questo articolo, Chiasso TV pubblica anche una simpatica video-presentazione dello spettacolo con Marisa e Gianni Delorenzi.
Un'occasione per conoscere più da vicino la nuova produzione dei Matiröö e avvicinarsi allo spirito di una compagnia che continua a coltivare, con passione e umorismo, il teatro dialettale del nostro territorio.

