La direzione nazionale di HelvEthica conferma la propria posizione sull'alleanza con Il Noce e sulla candidatura di Werner Nussbaumer, mai approvate dal Comitato centrale. Trentaquattro membri chiedono un'Assemblea straordinaria, mentre viene annunciata la nascita di Viva Ticino. Il presidente Patrick de Sépibus ribadisce: le decisioni sul futuro della sezione spettano agli associati.
Una frattura che non si è ricomposta
La crisi di HelvEthica Ticino entra in una nuova fase. Con un comunicato ufficiale datato 11 ottobre 2026, diffuso dalla sede nazionale di Morges e firmato dal presidente Patrick de Sépibus, il movimento torna pubblicamente sulle vicende che da settimane coinvolgono la propria sezione ticinese.
Non si tratta di indiscrezioni o interpretazioni giornalistiche. La direzione nazionale ricostruisce gli interventi già effettuati, conferma le proprie richieste e indica una strada precisa per uscire dalla crisi: restituire agli associati il diritto di decidere sul futuro del movimento in Ticino.
Chiasso TV aveva affrontato approfonditamente la vicenda lo scorso 4 settembre, ricostruendo le origini di HelvEthica, il suo percorso politico e le divergenze culminate nelle dimissioni di quattro esponenti dei suoi organismi dirigenti.
Il nuovo comunicato conferma che, a distanza di oltre un mese, i nodi fondamentali non sono stati sciolti.
Le decisioni del nazionale sull'alleanza con Il Noce
Il Comitato nazionale ricorda di essere intervenuto formalmente il 28 agosto, dopo l'annuncio dell'accordo elettorale tra HelvEthica Ticino e Il Noce e della candidatura di Werner Nussbaumer al Consiglio di Stato.
Su questi due punti la posizione è esplicita: l'accordo non era stato sottoposto a una consultazione preventiva della direzione nazionale e la candidatura non aveva ricevuto la sua approvazione.
Già il 28 agosto il Comitato aveva quindi chiesto la sospensione di ogni nuova comunicazione o decisione che utilizzasse il nome HelvEthica in relazione all'alleanza elettorale e alla candidatura di Nussbaumer.
Una richiesta formale, precisa e già comunicata agli interessati, motivata dalla necessità di tutelare il nome, il marchio e i principi del movimento.
La questione si collega direttamente all'Assemblea straordinaria ticinese del 2 luglio, durante la quale i membri avevano respinto l'introduzione della figura di presidente e sostenuto il principio di una partecipazione elettorale autonoma.
Due deliberazioni che, secondo la direzione nazionale, devono essere rispettate.
Trentaquattro membri chiedono di votare
La novità più significativa riguarda ora l'iniziativa degli stessi associati.
Il comunicato rende noto che 34 membri di HelvEthica Ticino hanno chiesto per iscritto la convocazione di un'Assemblea generale straordinaria.
Il numero supera ampiamente il quinto degli associati previsto dall'articolo 16 degli Statuti per avanzare questa richiesta.
Non siamo dunque soltanto davanti a un confronto tra il Comitato nazionale e quello ticinese. Sono gli stessi membri a chiedere di esercitare direttamente i propri diritti associativi.
L'Assemblea è richiesta per domenica 18 ottobre 2026 a Pregassona.
Il Comitato ticinese ha comunicato di voler verificare le richieste prima di procedere alla convocazione. Per superare questo passaggio, la direzione nazionale ha proposto una verifica affidata a una persona indipendente, incaricata di controllare le firme, l'appartenenza degli interessati all'associazione e il raggiungimento del quorum statutario, senza comunicare direttamente al Comitato cantonale l'identità dei richiedenti.
Una soluzione che intende conciliare correttezza della procedura, rispetto degli Statuti e tutela degli associati.
Spunta Viva Ticino: Nussbaumer presidente
A complicare ulteriormente il quadro interviene un altro elemento.
La direzione nazionale dichiara di aver ricevuto materiale promozionale che annuncia per sabato 17 ottobre l'inaugurazione di un nuovo partito politico denominato Viva Ticino.
Nel documento Werner Nussbaumer viene presentato come presidente e Fazal Rehman come copresidente.
Secondo quanto riferito dal nazionale, entrambi esercitano ancora responsabilità all'interno di HelvEthica Ticino.
La direzione ha quindi chiesto loro di chiarire formalmente se intendano mantenere le rispettive funzioni nell'associazione. Alla data del comunicato, la richiesta non ha ancora ricevuto risposta.
Il passaggio assume particolare rilevanza perché introduce un nuovo soggetto politico proprio mentre rimangono irrisolte le questioni relative all'alleanza con Il Noce, all'autonomia della sezione e all'impiego del nome HelvEthica.
Documenti richiesti, risposte ancora mancanti
Il comunicato ripercorre anche i tentativi di chiarimento avviati dopo il 28 agosto.
La direzione nazionale ha richiesto verbali, documentazione e spiegazioni sulle decisioni assunte in Ticino. Ha inoltre proposto un incontro, subordinato alla disponibilità preventiva degli elementi necessari per affrontare la discussione su basi documentate.
Secondo quanto riferisce la sede centrale, diverse richieste sono rimaste senza risposta.
È in questo contesto che il Comitato nazionale ritiene esaurita la possibilità di risolvere la situazione attraverso una semplice successione di scambi tra organismi dirigenti.
La soluzione indicata è quella assembleare: mettere tutti i membri nelle condizioni di conoscere i fatti, ascoltare le differenti posizioni ed esprimersi.
De Sépibus: le regole valgono anche per noi
Il presidente nazionale Patrick de Sépibus richiama direttamente i principi sui quali HelvEthica ha costruito la propria identità politica.
Nel comunicato afferma:
«HelvEthica è nata, tra l'altro, per difendere la Costituzione, la democrazia e la partecipazione dei cittadini. Le regole che difendiamo devono iniziare dall'essere applicate a noi stessi. Il nostro ruolo non è decidere al posto dei membri ticinesi. È garantire che possano disporre dei fatti, esercitare i propri diritti e decidere liberamente sul futuro della loro sezione.»
La direzione nazionale ribadisce infine che continuerà a proteggere il nome e i principi di HelvEthica, privilegiando una soluzione pacifica, trasparente e conforme agli Statuti.
Il futuro di HelvEthica Ticino passa dalla sua base
Nell'approfondimento pubblicato il 4 settembre, Chiasso TV aveva posto una domanda: cosa si nasconde realmente dietro una frattura tanto profonda in un movimento che, dalla sua nascita, ha fatto dell'indipendenza e della partecipazione popolare due elementi centrali della propria identità?
Il comunicato dell'11 ottobre non risponde a tutti gli interrogativi sollevati allora, ma introduce un elemento concreto: 34 associati hanno chiesto di poter decidere attraverso lo strumento previsto dagli Statuti.
Nel frattempo, l'alleanza elettorale con Il Noce rimane al centro della contestazione nazionale, la candidatura di Nussbaumer non ha ottenuto l'approvazione della sede centrale e all'orizzonte compare una nuova formazione politica, Viva Ticino.
La questione non riguarda ormai soltanto le candidature alle elezioni cantonali del 2027.
Riguarda chi rappresenta HelvEthica Ticino, chi può assumere decisioni a suo nome e quale valore viene riconosciuto alla volontà espressa dagli associati.
Per un movimento che rivendica la democrazia diretta, è una prova di coerenza particolarmente significativa.
La parola, ora, è chiesta da chi il movimento lo compone: i suoi membri.
