Il Partito Socialista ticinese interviene sulla vicenda dell'ex docente del Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano, difendendo le misure adottate dal DECS e contestando le insinuazioni su presunte protezioni politiche. Ribadita la necessità di accertare le responsabilità e rafforzare la prevenzione nelle scuole.
Il caso dell'ex docente del Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) di Lugano continua ad alimentare il dibattito politico ticinese. Con un comunicato diffuso giovedì 29 ottobre 2026, il Partito Socialista Ticino interviene sulle polemiche sollevate dalla Lega dei Ticinesi, respingendo le accuse rivolte al Consiglio di Stato e al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS).
Per il PS, ogni segnalazione di abusi o comportamenti inadeguati nelle scuole deve essere presa seriamente in considerazione, verificata e, qualora vengano accertate responsabilità, seguita dai necessari provvedimenti. Il partito sottolinea tuttavia l'importanza di distinguere le responsabilità individuali da quelle istituzionali, evitando che vicende particolarmente delicate diventino motivo di contrapposizione politica.
Le contestazioni della Lega e la replica socialista
Il comunicato prende posizione in particolare contro le insinuazioni della Lega riguardanti presunte protezioni accordate a determinate persone in ragione della loro appartenenza politica.
Secondo il PS, si tratta di accuse gravi che, in assenza di prove chiare, rischiano di mettere in discussione il lavoro svolto dalle autorità competenti.
«Gli abusi e i comportamenti inadeguati non hanno un colore politico», afferma il Partito Socialista, precisando che ogni situazione deve essere affrontata indipendentemente dalle appartenenze politiche, reali o presunte, delle persone coinvolte.
Il partito richiama inoltre l'attenzione sul lavoro svolto dalla consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti nell'ambito della protezione dell'integrità delle allieve e degli allievi.
Il caso CSIA e i provvedimenti adottati
Per quanto riguarda la vicenda del CSIA, il PS ricorda che Marina Carobbio Guscetti ha dichiarato pubblicamente come la segnalazione, una volta giunta alla direzione del Dipartimento, sia stata presa sul serio e abbia portato all'adozione delle misure ritenute necessarie.
Il DECS ha avviato accertamenti disciplinari e il rapporto di lavoro con il docente interessato è cessato nel corso del 2025.
Il Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA) ha riferito di aver segnalato la situazione al Dipartimento nel giugno 2024, accogliendo successivamente con soddisfazione la cessazione del rapporto di lavoro.
Nel comunicato viene inoltre ricordato che nelle scorse settimane si è concluso il concorso per la nuova direzione dell'istituto scolastico.
Le direttive per prevenire i comportamenti inadeguati
Il Partito Socialista richiama anche le misure introdotte negli ultimi anni dal DECS per migliorare la gestione delle segnalazioni nelle scuole ticinesi.
Nel giugno 2023 sono state adottate direttive specifiche sui comportamenti inadeguati nelle scuole cantonali, che prevedono un obbligo di notifica da parte delle direzioni scolastiche. Nel novembre 2024 tali disposizioni sono state estese anche alle scuole comunali.
Secondo quanto riferito dal PS, in diversi casi sono già stati adottati provvedimenti disciplinari, mentre il Dipartimento sta lavorando a un ulteriore rafforzamento della prevenzione, della formazione del personale e dei canali di ascolto e segnalazione.
L'obiettivo dichiarato è intervenire tempestivamente quando emergono situazioni problematiche e promuovere una cultura del rispetto all'interno degli istituti scolastici.
Il PS invita a non generalizzare sul corpo docente
Un altro aspetto sottolineato dai socialisti riguarda la necessità di evitare generalizzazioni nei confronti degli insegnanti.
In Ticino operano circa 7'000 docenti cantonali, la grande maggioranza dei quali, osserva il PS, svolge quotidianamente il proprio lavoro con professionalità e dedizione.
Eventuali comportamenti inadeguati di singole persone, anche quando particolarmente gravi, non devono quindi diventare motivo per mettere indiscriminatamente in discussione un'intera categoria professionale.
Per il partito, la comunità scolastica deve poter contare su regole chiare, strumenti di segnalazione affidabili e interventi adeguati.
Prevenzione e tutela degli studenti come priorità
Nella parte conclusiva del comunicato, il PS riconosce che resta ancora molto lavoro da svolgere, soprattutto nella promozione di una cultura del rispetto dentro e fuori dalla scuola.
Accanto agli interventi nei singoli casi, vengono indicati come necessari ulteriori investimenti nella formazione, nella prevenzione, negli strumenti di ascolto e nelle risorse a disposizione degli istituti.
Il Partito Socialista ribadisce quindi la necessità di mantenere la tutela dell'integrità personale delle allieve e degli allievi tra le priorità dell'intero Cantone, auspicando che la questione non diventi oggetto di quelli che definisce «evidenti attacchi pre-elettorali».
La presa di posizione del PS si inserisce così nel confronto politico sulla gestione del caso CSIA, ribadendo il sostegno alle misure adottate dal DECS e la necessità di proseguire nel rafforzamento degli strumenti di prevenzione e tutela nelle scuole ticinesi.
