UDC, Lega dei Ticinesi, Partito Comunista, HelvEthica Ticino e Gioventù comunista insieme a Lugano per sostenere l’Iniziativa sulla neutralità, in votazione federale il 27 settembre. Al centro, la richiesta di inserire nella Costituzione una neutralità permanente, armata e integrale e di rafforzare il ruolo della Svizzera quale Paese indipendente e mediatore nei conflitti. Il video integrale della conferenza stampa è disponibile insieme a questo articolo.
A poche settimane dalla votazione federale del 27 settembre, entra nel vivo anche in Ticino il confronto sull’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera», conosciuta come Iniziativa sulla neutralità.
Questa mattina, 24 agosto, a Lugano il Comitato ticinese a sostegno dell’iniziativa ha presentato pubblicamente le ragioni del SÌ. Un appuntamento che ha riunito attorno allo stesso tavolo esponenti provenienti da aree politiche molto differenti: UDC, Lega dei Ticinesi, Partito Comunista, HelvEthica Ticino e Gioventù comunista.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Marco Chiesa e Paolo Pamini per l’UDC, Alessandro Mazzoleni e Lorenzo Quadri per la Lega dei Ticinesi, Maria Pia Ambrosetti per HelvEthica Ticino, Massimiliano Ay per il Partito Comunista e Adam Barbato per la Gioventù comunista.
Una composizione politicamente insolita, che costituisce probabilmente uno degli elementi più significativi dell’appuntamento luganese: sensibilità e appartenenze diverse si sono ritrovate attorno alla convinzione che la neutralità debba continuare a rappresentare uno dei pilastri della sicurezza, della sovranità e dell'indipendenza della Confederazione.
Una neutralità fissata nella Costituzione
Il punto centrale dell’iniziativa è l’introduzione nella Costituzione federale di un nuovo articolo 54a, attraverso il quale la neutralità svizzera verrebbe definita permanente, armata e integrale.
Secondo il Comitato, la neutralità non dovrebbe infatti essere una scelta politica da modulare di volta in volta a seconda delle crisi internazionali, ma una regola stabile e riconoscibile.
Nel documento presentato a Lugano si richiama esplicitamente il contesto delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Secondo i promotori, il progressivo avvicinamento militare della Svizzera alla NATO e all’Unione europea e alcune decisioni assunte negli ultimi anni rischierebbero di rendere meno riconoscibile la tradizionale posizione della Confederazione e di avvicinarla alle logiche dei blocchi contrapposti.
La definizione proposta ha tre componenti precise:
Permanente, perché la neutralità dovrebbe essere applicata sempre e non selettivamente.
Armata, perché dovrebbe essere sostenuta da un esercito con funzione esclusivamente difensiva, destinato alla protezione della popolazione e del territorio nazionale.
Integrale, infine, perché dovrebbe riguardare l’insieme della politica estera e di sicurezza della Confederazione.
Alleanze militari e sanzioni
L’iniziativa interviene anche su uno degli aspetti oggi maggiormente discussi della politica estera svizzera.
La Confederazione, secondo quanto previsto dalla proposta, non dovrebbe aderire ad alleanze militari o difensive. Una collaborazione sarebbe possibile in caso di aggressione militare diretta contro la Svizzera o di atti preparatori rivolti contro il nostro Paese.
La Svizzera non dovrebbe inoltre partecipare a conflitti militari tra Stati terzi né adottare misure coercitive non militari nei confronti degli Stati belligeranti, con le eccezioni previste per gli obblighi derivanti dall’ONU e per le misure necessarie a impedire l’elusione di provvedimenti adottati da altri Stati.
È proprio su questo terreno che il dibattito sulla neutralità ha assunto negli ultimi anni una nuova centralità politica.
Neutralità come strumento di pace
Nella posizione presentata dal Comitato ticinese, neutralità non significa tuttavia isolamento e neppure indifferenza nei confronti di quanto accade nel mondo.
Al contrario, i sostenitori dell’iniziativa ritengono che proprio una posizione indipendente e riconoscibile possa consentire alla Svizzera di continuare a parlare con tutte le parti coinvolte in un conflitto.
Il Comitato richiama la lunga tradizione della neutralità elvetica, riconosciuta internazionalmente nel 1815 e successivamente codificata nel diritto internazionale nel 1907. Su questa base viene rivendicato il ruolo della Confederazione quale possibile luogo di incontro e mediazione.
L’iniziativa attribuisce infatti alla Confederazione anche il compito di utilizzare attivamente la propria neutralità per offrire buoni uffici e proporsi come mediatrice nelle controversie internazionali.
Secondo i promotori, poter mantenere rapporti con tutte le parti consentirebbe alla Svizzera di creare canali di dialogo proprio quando questi diventano più difficili. Una funzione che viene collegata anche alla tradizione umanitaria del Paese e alla presenza in Svizzera del Comitato internazionale della Croce Rossa.
«Indipendenza e libertà di giudizio»
C’è infine un altro elemento sul quale il Comitato ticinese pone l’accento: la possibilità per la Svizzera di mantenere una propria libertà di giudizio nelle crisi internazionali.
Secondo questa impostazione, il compito dello Stato dovrebbe essere innanzitutto quello di tutelare il diritto, la sicurezza e l’indipendenza del Paese, evitando che la Confederazione venga coinvolta in conflitti tra altri Stati con conseguenze economiche, politiche e umane per la propria popolazione.
Per i sostenitori dell’iniziativa, quindi, la crescente interdipendenza internazionale non renderebbe superata la neutralità. Al contrario, aumenterebbe la necessità di disporre di Paesi capaci di mantenere relazioni con interlocutori differenti, offrire assistenza umanitaria e contribuire alla ricerca di soluzioni diplomatiche.
Il Comitato ticinese invita pertanto la popolazione a votare SÌ il prossimo 27 settembre all’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera».
La conferenza stampa integrale su Chiasso TV
Chiasso TV mette a disposizione, insieme a questo articolo, il video integrale della conferenza stampa tenutasi oggi a Lugano.
Una scelta che permette ai nostri spettatori di ascoltare direttamente e senza sintesi gli interventi dei rappresentanti delle diverse forze politiche presenti, conoscere nel dettaglio le argomentazioni avanzate a sostegno dell’iniziativa e formarsi autonomamente la propria opinione in vista della votazione federale del 27 settembre.
