Somalia, nuove violenze a Baidoa: 69 feriti nell’ospedale sostenuto da MSF

Scritto il 30/09/2026
da team.redazione


Baidoa, nello Stato sud-occidentale della Somalia, è nuovamente teatro di scontri armati. Medici Senza Frontiere segnala 69 feriti arrivati al Bay Regional Hospital, tra cui cinque bambini. Tre persone sono morte e le difficoltà di accesso agli ospedali rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.

La nuova ondata di violenze che sta interessando Baidoa e le aree circostanti, in Somalia, sta avendo conseguenze dirette sulla popolazione civile e sul funzionamento dell’assistenza sanitaria. Secondo quanto riferito da Medici Senza Frontiere (MSF) in un comunicato diffuso il 29 settembre, gli ultimi combattimenti rappresentano il terzo episodio di questo tipo registrato nella zona dal 17 agosto.
Al Bay Regional Hospital, dove le équipe di MSF collaborano con il ministero della Salute, sono state accolte 69 persone ferite, tra le quali cinque bambini. Tre persone sono morte. Le strade che conducono agli ospedali della città sarebbero inoltre state bloccate dall’inizio degli scontri, rendendo particolarmente difficile per i feriti raggiungere le strutture sanitarie.

Colpite anche strutture e personale sanitario

Il quadro descritto dall’organizzazione umanitaria non riguarda soltanto le vittime dirette dei combattimenti. MSF riferisce che una struttura sanitaria sarebbe stata gravemente danneggiata e che un operatore sanitario sarebbe stato ucciso. Un’ambulanza sarebbe stata saccheggiata, mentre alcune abitazioni civili sarebbero state attaccate.
Anche due membri del personale medico che lavoravano accanto alle équipe di MSF sarebbero stati derubati; uno di loro è rimasto ferito.
L’organizzazione chiede alle parti coinvolte nel conflitto di garantire la protezione dei civili, dei pazienti, del personale sanitario e delle strutture mediche, permettendo a chi necessita di assistenza di raggiungere gli ospedali senza ostacoli.
Il dottor Elshafie Mohammed, responsabile dei progetti MSF in Somalia, sottolinea come gli scontri delle ultime settimane stiano producendo conseguenze particolarmente pesanti per la popolazione. Secondo Mohammed, molte persone ferite necessitano di cure immediate ma non riescono a raggiungere l’ospedale.
“Senza cure tempestive, molti potrebbero morire”.
MSF ribadisce inoltre che strutture sanitarie, operatori e pazienti devono poter continuare a svolgere o ricevere assistenza in condizioni di sicurezza.

Il timore di nuovi arrivi negli ospedali

Secondo l’organizzazione, il numero dei feriti assistiti potrebbe non rappresentare ancora la reale dimensione dell’emergenza. MSF teme infatti che molte persone non siano riuscite a raggiungere le strutture sanitarie e prevede che altri pazienti possano presentarsi al Bay Regional Hospital una volta riaperte le vie di accesso.
Le conseguenze dei blocchi non riguardano solamente chi è rimasto coinvolto nei combattimenti: anche persone che necessitano di altre cure mediche urgenti ed essenziali rischiano di non riuscire ad accedere all’assistenza.

Tre ondate di scontri in poche settimane

La situazione a Baidoa si è deteriorata progressivamente nelle ultime settimane.
Il 17 agosto, durante una precedente fase di combattimenti, il Bay Regional Hospital aveva ricevuto 94 feriti, tra cui 29 donne e 20 bambini. Cinque dei bambini avevano meno di cinque anni. In quella circostanza erano stati registrati quattro decessi, compreso quello di una giovane donna.
Una seconda ondata di scontri era iniziata il 3 settembre: in quell’occasione erano arrivate in ospedale 71 persone ferite, tra cui 15 donne e 12 bambini, mentre una persona era deceduta.
Il Bay Regional Hospital rappresenta uno dei punti di riferimento sanitari della zona. MSF vi opera insieme al ministero della Salute sostenendo i reparti di emergenza, maternità, pediatria e nutrizione, oltre agli ambulatori.