Balerna: le “Figure silenziose e distratte” di Franco Valsangiacomo

Scritto il 05/10/2026
da team.redazione


Dal 10 al 25 ottobre la Sala del Torchio di Balerna ospita i dipinti recenti di Franco Valsangiacomo. L’inaugurazione è in programma sabato 10 ottobre alle 16.00, con un’introduzione dello storico dell’arte Ivano Proserpi. Un’occasione per incontrare il lavoro più recente di un artista profondamente legato al Mendrisiotto e con oltre cinquant’anni di ricerca alle spalle.

Ci sono figure che cercano lo sguardo e altre che sembrano sottrarsi. Presenze che occupano la tela senza imporsi, quasi sospese in uno spazio nel quale materia, colore e silenzio finiscono per avere lo stesso peso.
Il titolo scelto da Franco Valsangiacomo per la nuova esposizione alla Sala del Torchio di Balerna sembra partire proprio da qui: “Figure silenziose e distratte”.
La mostra sarà inaugurata sabato 10 ottobre 2026 alle 16.00 e resterà aperta fino al 25 ottobre. Saranno presentati dipinti recenti dell’artista, mentre il momento inaugurale sarà accompagnato da un’introduzione di Ivano Proserpi, storico dell’arte.

Un percorso nato nel Mendrisiotto

Franco Valsangiacomo nasce a Mendrisio nel 1951. La sua formazione passa dalla CSIA di Lugano, dove consegue nel 1972 il diploma di decoratore, dopo essersi avvicinato anche alla vetrinistica, e successivamente dall’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
A Brera conclude gli studi nel 1975 con il diploma di pittura, presentando una ricerca dedicata a Guido Gonzato, artista veronese vissuto a lungo in Ticino e figura che avrà un peso importante nella sua formazione.
Il legame con il territorio rimarrà una costante. Il primo atelier di Valsangiacomo si trova nel nucleo di Mendrisio, in via Noseda; seguiranno gli spazi di Vacallo e Tremona. Dal 2001 il suo studio è invece ospitato in vecchi locali di un edificio contadino lungo il corso del Laveggio, a Rancate.
Valsangiacomo vive a Tremona dal 1984.

Pittura e insegnamento

Accanto all'attività artistica si sviluppa per molti anni quella dell'insegnamento.
Per trentacinque anni, fino al 2010, Valsangiacomo insegna educazione visiva e tecnica nelle scuole comunali e cantonali. Una lunga esperienza nella quale pratica artistica e trasmissione del linguaggio visivo hanno proceduto parallelamente.
Nel corso del tempo le sue opere sono state presentate in numerose esposizioni. Tra le tappe ricordate nella documentazione biografica figurano la Galleria Mosaico di Chiasso, la Biennale del Disegno di Chiasso, dove gli viene assegnato il secondo premio, e mostre ad Agno, Riva San Vitale, Stabio e in altri spazi del territorio.
La sua opera è inoltre rappresentata nella Collezione del Cantone Ticino.

Un filo che attraversa più di cinquant’anni

Un episodio della formazione giovanile di Valsangiacomo è tornato di particolare attualità proprio nel 2026.
Lo scorso maggio l'artista ha partecipato alla collettiva “Le vie del vento”, organizzata nell'ambito della ventesima edizione di ChiassoLetteraria.
La documentazione ufficiale del Festival ricorda come già nel 1972, quando era ancora giovane studente all'Accademia di Brera, Valsangiacomo guardasse con interesse all'opera di Guido Gonzato. Da quell'incontro artistico nacque una cartella di disegni a china intitolata “Contro la guerra”.
Un lavoro realizzato oltre mezzo secolo fa ma riproposto nel contesto del Festival proprio per la sua sorprendente attualità.
È un dettaglio che permette di guardare anche alla mostra di Balerna da una prospettiva più ampia: dietro i dipinti recenti c'è un percorso lungo, costruito attraverso decenni di ricerca sulla figura, sulla presenza umana e sul rapporto fra immagine e realtà.

Figure che non chiedono di essere spiegate

Anche l'opera scelta per la locandina di Figure silenziose e distratte offre un primo indizio.
Una figura umana emerge verticalmente da una superficie attraversata da verdi, azzurri, blu e zone più calde. Il corpo appare e contemporaneamente sembra confondersi con ciò che lo circonda. Il volto non cerca frontalmente chi osserva; la figura è presente, ma altrove.
Forse è proprio in questa distanza che acquistano senso le due parole del titolo: silenziose e distratte.
Non ritratti che chiedono necessariamente di essere riconosciuti, ma presenze che possono essere osservate, interrogate e lasciate vivere all'interno dello spazio pittorico.
Il Comune presenta l'esposizione volutamente in maniera essenziale: dipinti recenti di Franco Valsangiacomo. Saranno quindi soprattutto le opere a raccontare quale direzione abbia preso oggi una ricerca iniziata molti decenni fa.

La Sala del Torchio

A fare da cornice alla mostra sarà uno degli spazi espositivi caratteristici di Balerna.
La Sala del Torchio è stata recuperata all'interno dell'antica casa parrocchiale, un edificio cinquecentesco più volte adattato nei secoli. Qui un tempo veniva pigiata l'uva proveniente dai vigneti del Capitolo.
Oggi quello stesso ambiente è diventato uno spazio destinato alle esposizioni pittoriche.
La sala è di proprietà della Parrocchia ed è gestita dal Dicastero cultura del Comune di Balerna, che vi organizza regolarmente mostre e consente anche l'utilizzo dello spazio per esposizioni private, come nel caso di quella dedicata a Valsangiacomo.
È un luogo che conserva quindi la memoria della propria funzione originaria, ma che nel tempo ha trovato una nuova vocazione culturale.

L'introduzione di Ivano Proserpi

L'inaugurazione del 10 ottobre sarà accompagnata dall'intervento di Ivano Proserpi.
Storico dell'arte attivo nella Svizzera italiana, Proserpi fa parte del comitato dell'Associazione storiche e storici dell'arte della Svizzera Italiana, realtà che riunisce studiosi e professionisti della disciplina e promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
La sua introduzione offrirà quindi al pubblico una chiave per entrare nel lavoro recente di Valsangiacomo prima di lasciare la parola alle opere.
E forse questa è anche la maniera migliore per accostarsi alle Figure silenziose e distratte: conoscere il percorso che le precede, per poi fermarsi davanti alle tele senza la necessità di ottenere immediatamente una risposta.
Perché non tutte le figure hanno qualcosa da gridare.
Alcune chiedono semplicemente di essere guardate.