Lugano: un’intera giornata per conoscere il fenomeno Bruno Gröning

Scritto il 07/10/2026
da team.redazione


Domenica 11 ottobre all’Hotel Pestalozzi sarà proiettato “Il fenomeno della guarigione”, documentario in tre parti dedicato a ciò che è accaduto dopo la morte di Bruno Gröning e alle persone che, ancora oggi e in numerosi Paesi, riferiscono esperienze di aiuto e miglioramento legate al suo insegnamento spirituale.

Non sarà la classica proiezione di un’ora e mezza. Domenica 11 ottobre, dalle 10 alle 17, l’Hotel Pestalozzi di Lugano ospiterà infatti Il fenomeno della guarigione, un documentario monumentale suddiviso in tre parti, per una durata complessiva di 292 minuti.
I tre segmenti durano rispettivamente 98, 92 e 102 minuti e durante la giornata sono previste due pause. L’ingresso è a offerta libera.
A proporre l’appuntamento è il Circolo degli Amici di Bruno Gröning. Il film, presentato per la prima volta il 1° marzo 2015 con proiezioni a Berlino, Monaco di Baviera e Vienna, affronta soprattutto una domanda: che cosa è accaduto dopo la morte di Bruno Gröning, avvenuta nel 1959?

Non soltanto la storia di un uomo

Il documentario non è infatti principalmente una biografia. Il suo centro sono gli sviluppi successivi dell’insegnamento di Gröning e la sua diffusione internazionale.
Il film raccoglie interviste, testimonianze personali e interventi di medici e altri professionisti della salute legati al gruppo medico-scientifico del Circolo. Le esperienze provengono da oltre 35 Paesi e raccontano persone che riferiscono di avere ottenuto aiuto, un miglioramento delle proprie condizioni o, in alcuni casi, quella che interpretano come una guarigione attraverso il percorso spirituale proposto dal movimento.
Sono testimonianze che costituiscono il cuore stesso del documentario. Come sempre quando si parla di esperienze personali, il racconto di un miglioramento e la spiegazione delle sue cause sono due aspetti differenti. Alcune persone ritengono di stare meglio grazie all’insegnamento di Gröning. Non è però possibile sapere con certezza se il miglioramento dipenda da questo, dalle cure mediche, da fattori psicologici o da una combinazione di più elementi. Il film lascia parlare soprattutto chi quelle esperienze sostiene di averle vissute.
Ed è probabilmente proprio questo l’aspetto che permette allo spettatore di conoscere il fenomeno e formarsi poi una propria opinione.

Chi era Bruno Gröning?

Bruno Gröning nacque nel 1906 a Oliva, nell’area dell’attuale Danzica, e morì a Parigi nel 1959. La sua figura esplose sulla scena pubblica tedesca soprattutto nel 1949.
A Herford, nella Germania ancora profondamente segnata dalle conseguenze della guerra, cominciarono a riunirsi attorno a lui centinaia e poi migliaia di persone in cerca di aiuto. Nell’autunno dello stesso anno il fenomeno raggiunse dimensioni ancora maggiori al Traberhof, presso Rosenheim, dove le cronache raccolte dal Circolo parlano di giornate con afflussi fino a 30.000 persone.
Stampa, radio e cinegiornali iniziarono a occuparsi di lui. Bruno Gröning venne spesso definito il “guaritore miracoloso”, espressione che ancora oggi compare anche nei repertori biografici tedeschi dedicati alla sua figura.
Non era un medico e non aveva una formazione sanitaria. Il centro del suo insegnamento era invece spirituale.
Gröning parlava di una forza che chiamava Heilstrom, letteralmente una sorta di “corrente guaritrice”, che secondo la sua concezione avrebbe avuto origine divina. L’uomo avrebbe potuto aprirsi a questa forza attraverso un atteggiamento interiore di fiducia, raccoglimento e disponibilità.
È un linguaggio che appartiene evidentemente alla dimensione spirituale e non a quella della medicina.

Le testimonianze continuano dopo il 1959

La morte di Gröning non pose fine al movimento nato attorno alla sua figura. Nel 1979 Grete Häusler, che lo aveva conosciuto personalmente, fondò il Circolo degli Amici di Bruno Gröning con l’obiettivo di conservarne e diffonderne l’insegnamento.
Da qui parte sostanzialmente anche Il fenomeno della guarigione: non tanto dal Gröning del 1949, quanto dalle persone che decenni dopo continuano a incontrarsi, seguire il suo insegnamento e raccontare esperienze che ritengono significative per la propria salute e il proprio benessere.
Il Circolo raccoglie numerose testimonianze e dispone anche di un gruppo medico-scientifico interno che esamina e documenta alcuni dei casi segnalati.
Il fatto che queste testimonianze provengano dall’interno del movimento va semplicemente tenuto presente, senza per questo ignorarle: raccontano ciò che alcune persone dicono di avere vissuto e costituiscono una parte essenziale del fenomeno Gröning.

Un punto importante: le cure mediche

C’è poi un aspetto che merita di essere chiarito, soprattutto quando si affrontano temi nei quali spiritualità e salute finiscono inevitabilmente per incontrarsi.
Il Circolo degli Amici di Bruno Gröning dichiara esplicitamente di non sostituirsi al medico. Nelle sue attività non vengono effettuate diagnosi, terapie o trattamenti, non vengono prescritti o distribuiti medicinali e non viene consigliato di rinunciare a visite mediche, farmaci, terapie o interventi chirurgici.

Non vengono inoltre date promesse di guarigione.

Il percorso viene dunque presentato come spirituale e non come sostitutivo della medicina. È una distinzione importante, che permette anche di avvicinarsi al documentario per quello che intende essere: il racconto di persone, esperienze e convinzioni che attraversano ormai più di settant’anni di storia.
Credere, non credere o interrogarsi sulle ragioni di determinati miglioramenti resta naturalmente una questione personale.

Domenica a Lugano ci sarà semplicemente la possibilità di conoscere il fenomeno più da vicino.