Chiasso, quando l'acciaio racconta la storia degli uomini: al Cinema Teatro arriva «Entusiasmo d'acciaio»

Scritto il 27/10/2026
da team.redazione


Dalla Monteforno ticinese all'Ilva di Taranto, passando per il Donbass: teatro, cinema, musica e danza raccontano le promesse, le conquiste e le ferite del mondo industriale. Sei appuntamenti tra novembre e febbraio, presentati dal direttore del Cinema Teatro di Chiasso, Jurij Meile.


C'è stato un tempo in cui le grandi fabbriche rappresentavano molto più di un posto di lavoro. Erano il simbolo del progresso, della sicurezza economica, della crescita delle città e delle speranze di intere generazioni. Attorno agli stabilimenti nascevano comunità, si costruivano famiglie e si immaginava il futuro.
Poi sono arrivate le crisi industriali, le chiusure, le trasformazioni dell'economia e, in alcuni casi, il lento smarrimento di quell'identità collettiva.
È proprio questo il mondo che il Cinema Teatro di Chiasso vuole esplorare con Entusiasmo d'acciaio, la rassegna che dal 5 novembre 2026 al 12 febbraio 2027 porterà sul palcoscenico storie di lavoro, memoria, speranza e disincanto.
Un percorso culturale che attraversa epoche e territori diversi, dalla Svizzera all'Italia fino all'Ucraina, utilizzando linguaggi artistici differenti per interrogarsi sul rapporto tra industria, società e persone.

Una storia che riguarda anche il Ticino

Il legame con il nostro territorio è particolarmente significativo. La Monteforno di Bodio, per decenni uno dei principali simboli dell'industria ticinese, rappresenta un capitolo importante della memoria economica e sociale cantonale.
Sabato 7 novembre, lo spettacolo Monteforno. Narrazione corale di un'epopea industriale e sociale, scritto da Sara Rossi Guidicelli e prodotto dal Teatro Sociale di Bellinzona, ripercorrerà quella vicenda attraverso il teatro.
Non soltanto la storia di uno stabilimento, dunque, ma quella di una comunità, dei suoi lavoratori e delle trasformazioni che hanno interessato il territorio.
L'autrice incontrerà il pubblico alle 19.00 nell'ambito di un «A tu per tu» che precederà la rappresentazione.

Dall'industria al digitale: le domande di Christian Marazzi

Ad aprire la rassegna sarà, giovedì 5 novembre alle 20.30, l'economista e politologo Christian Marazzi con la conferenza Trasformazioni. Dall'industria al digitale.
Al centro della riflessione, il passaggio dalla società industriale all'economia contemporanea, fino alle nuove questioni poste dalla digitalizzazione e dall'intelligenza artificiale.
Un cambiamento che investe non soltanto il modo di produrre, ma anche l'organizzazione del lavoro, i rapporti sociali e le prospettive delle nuove generazioni.
L'incontro sarà accompagnato dal pianista Gabriele Rizzo, che eseguirà la Toccata op. 11 di Sergej Prokofiev. L'ingresso è gratuito.

L'Ilva: il lavoro, le ferite e la dignità

Il percorso proseguirà mercoledì 18 novembre con Mare di ruggine. La favola dell'ILVA 2.0, scritto e diretto da Antimo Casertano.
Premiato nel 2025 dall'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, lo spettacolo affronta le conseguenze umane e sociali della trasformazione industriale: la memoria operaia, le lotte sindacali, la deindustrializzazione e le ferite lasciate nelle comunità.
Il 26 novembre sarà invece la volta di ILVA Football Club, proposto da Usine Baug e dai Fratelli Maniglio.
Attraverso il racconto di una squadra di calcio destinata a diventare leggenda, lo spettacolo intreccia sport, identità collettiva e vita operaia, alternando ironia ed emozione.
Entrambe le rappresentazioni saranno precedute da incontri «A tu per tu» con i protagonisti.

Il Donbass industriale raccontato dal cinema del 1931

Uno degli appuntamenti più particolari è previsto per venerdì 27 novembre, con la proiezione di Entusiasmo – La sinfonia del Donbass, film realizzato nel 1931 dal regista sovietico Dziga Vertov.
Considerato uno dei grandi esperimenti del primo cinema sonoro, il film documenta il mondo delle miniere, delle fabbriche e della produzione industriale nel Donbass dell'epoca sovietica.
Le immagini restituiscono il ruolo economico e simbolico attribuito allora a quella regione, oggi al centro di una guerra che ne ha profondamente segnato il territorio e la popolazione.
La proiezione offre dunque anche l'occasione per osservare, attraverso un documento cinematografico di quasi un secolo fa, le radici industriali di un'area divenuta protagonista della storia contemporanea.

Quando la fabbrica diventa musica e danza

La conclusione della rassegna, il 12 febbraio 2027, cambierà completamente registro.
Con Tap Factory, spettacolo internazionale ideato da Vincent Pausanias, la fabbrica si trasformerà in un luogo di ritmo, movimento e comicità.
Ispirato all'universo chapliniano di Tempi moderni, lo spettacolo combina tip tap, hip hop, percussioni dal vivo, acrobazie ed effetti comici. Gli strumenti di lavoro diventano strumenti musicali, mentre i gesti ripetitivi della produzione industriale si trasformano in coreografie.
Un finale energico per una rassegna che, dopo aver raccontato le fatiche, le contraddizioni e le ferite del lavoro, ne esplora anche le possibilità espressive.

Una rassegna per riflettere sul nostro presente

Entusiasmo d'acciaio non vuole essere soltanto un viaggio nostalgico nell'epoca delle grandi industrie.
Le vicende della Monteforno, dell'Ilva e del Donbass appartengono a contesti storici e geografici differenti, ma permettono di affrontare interrogativi che conservano una forte attualità.
Che cosa accade a una comunità quando viene meno il lavoro attorno al quale si è costruita? Quale posto occupano oggi gli operai nella narrazione pubblica? E quali nuove forme di identità collettiva stanno nascendo in un'economia sempre più digitale?
Sono domande che la rassegna propone al pubblico attraverso la forza del teatro, della musica, del cinema e della danza, lasciando spazio alla riflessione individuale.

Nel video che accompagna questo articolo, Jurij Meile, direttore del Cinema Teatro di Chiasso, presenta la rassegna «Entusiasmo d'acciaio» e il suo programma.

Informazioni: +41 58 122 42 72       Programma e biglietteria: www.centroculturalechiasso.ch