Dal 29 ottobre al 29 novembre lo Spazio Officina ospita AURUM, un viaggio nella lavorazione dell’oro attraverso gli archivi della storica raffineria di Balerna. Sette sezioni espositive, strumenti originali, tecnologie e un catalogo a fumetti raccontano una storia industriale profondamente legata al Mendrisiotto.
L’oro ha accompagnato la storia dell’umanità per millenni. Simbolo di ricchezza, potere e bellezza, è stato trasformato in monete, gioielli, opere d’arte e lingotti. Ma cosa accade prima che il metallo prezioso raggiunga la forma con cui siamo abituati a conoscerlo? Quali conoscenze, strumenti e competenze si nascondono dietro una superficie perfettamente levigata?
A queste domande risponde «AURUM. Dal fuoco alla forma. L’esperienza dagli Archivi Valcambi», la mostra che sarà inaugurata mercoledì 28 ottobre alle 17.30 allo Spazio Officina di Chiasso e che resterà aperta al pubblico dal 29 ottobre al 29 novembre 2026.
Curata da Graziella Brolpito e Nicoletta Ossanna Cavadini, l’esposizione nasce dalla collaborazione tra il Centro Culturale Chiasso e Valcambi, una delle maggiori realtà mondiali nella raffinazione dei metalli preziosi.
Una storia industriale nata nel Mendrisiotto
La scelta di Valcambi non è casuale. L’azienda celebra quest’anno il 65° anniversario della propria fondazione, avvenuta nel 1961 con il nome di Valori e Cambi, per iniziativa di un gruppo di imprenditori ticinesi.
I primi uffici direzionali si trovavano in Corso San Gottardo a Chiasso. Oggi l'azienda ha sede a Balerna, dove impiega circa 170 collaboratori specializzati e dispone di un impianto con una capacità di trasformazione che può raggiungere le 2.000 tonnellate annue di metalli preziosi.
Nel corso dei decenni Valcambi ha attraversato importanti cambiamenti societari, passando anche sotto il controllo di Credit Suisse e della multinazionale mineraria Newmont. Attualmente appartiene al gruppo indiano Rajesh Exports, attraverso Global Gold Refineries.
Una realtà industriale di dimensione internazionale, dunque, le cui radici rimangono strettamente legate al territorio.
Per celebrare questo anniversario, Valcambi ha aperto i propri archivi storici, mettendo a disposizione strumenti, disegni preparatori, matrici, stampi, incisioni, fotografie e filmati che documentano l’evoluzione delle tecniche di lavorazione.
Sette stanze per scoprire come nasce un lingotto
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso sette sezioni, definite dagli organizzatori «stanze dell’arte», nelle quali il visitatore segue il viaggio dell’oro dalla materia grezza al prodotto finito.
Si comincia dalla conoscenza e dall’analisi del metallo, dalla sua provenienza e dalla documentazione che accompagna il suo percorso verso la raffineria. Si entra quindi nel mondo della fusione, dell’affinaggio, dei controlli e della progettazione.
Tra gli strumenti presentati figura il pantografo, utilizzato per riprodurre con estrema precisione, in dimensioni ridotte, disegni e modelli originariamente più grandi. Accanto a questo trovano spazio matrici, stampi e strumenti che permettono di comprendere la realizzazione di monete, medaglie e lingotti.
Particolarmente interessante è il rapporto tra tecnologia industriale ed espressione artistica. Nel corso della sua storia, infatti, Valcambi ha collaborato anche con artisti svizzeri, tra i quali Hans Erni, per la realizzazione di incisioni, medaglie e oggetti preziosi.
La mostra diventa così un'occasione per conoscere un patrimonio di competenze tecniche e manifatturiere che raramente trova spazio nelle esposizioni culturali.
Quando l’industria incontra la cultura
La scelta dello Spazio Officina assume un significato particolare. L’edificio, un tempo destinato alla riparazione di autoveicoli, torna idealmente alla sua originaria vocazione di luogo del lavoro e della trasformazione.
Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, sottolinea come l’esposizione permetta di scoprire la professionalità, la precisione e l’ingegno necessari per trasformare il metallo grezzo in un prodotto finito.
Nel suo intervento introduttivo, il CEO di Valcambi Simone Knobloch evidenzia anche un aspetto meno conosciuto del settore: lavorare l’oro significa conoscere la provenienza del metallo, verificarne le caratteristiche e prestare attenzione alle persone e all’ambiente.
Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla tracciabilità e sulla responsabilità delle filiere dei metalli preziosi.
Un lingotto a fumetti per raccontare l’oro ai più giovani
Una delle particolarità di AURUM riguarda il catalogo. Al posto della tradizionale pubblicazione composta da saggi e approfondimenti, il Centro Culturale Chiasso ha scelto il linguaggio del fumetto.
A guidare i lettori è un simpatico lingotto, ideato e disegnato dall’illustratrice Valeria Vitale, che accompagna grandi e piccoli dalla roccia contenente il metallo prezioso fino alle ultime fasi della lavorazione.
Il volume, di 64 pagine, è pubblicato da Fidia edizioni d’arte e costa 10 franchi.
Una scelta che il sindaco di Chiasso, Bruno Arrigoni, considera particolarmente significativa per avvicinare generazioni differenti alla storia produttiva, economica e sociale del territorio.
Un mese di incontri, visite e laboratori
L'esposizione sarà accompagnata da iniziative dedicate a pubblici diversi.
Domenica 15 novembre sono previste una visita guidata mattutina e, nel pomeriggio, un incontro con Valeria Vitale dedicato alla storia della lavorazione dell’oro attraverso il fumetto.
Martedì 17 novembre sarà possibile partecipare a una visita guidata durante la pausa pranzo, mentre domenica 22 novembre il laboratorio «Nella fucina di Efesto» permetterà a bambini e adulti di costruire e personalizzare un lingotto simbolico, utilizzando i materiali messi a disposizione dal museo.
Sono inoltre previsti laboratori per le scuole dedicati alle tecniche del calco e della colata in gesso. Agli allievi partecipanti sarà regalata una copia del catalogo.
L’iniziativa si concluderà domenica 29 novembre con un momento conviviale.
AURUM offre così l’opportunità di osservare da vicino una realtà industriale che contribuisce da oltre mezzo secolo all’identità economica del Mendrisiotto, ricordando come dietro un semplice lingotto si nascondano conoscenze scientifiche, capacità artigianali, creatività e lavoro umano.
Informazioni e iscrizioni: info@maxmuseo.ch – eventi@maxmuseo.ch
